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CIRCLE OF BELIEVERS
Demo 2007   (Ep)
heavy
2007 - Self
(Italia)
www.circleofbelievers.eu

 

Gli avellinesi Circle Of Believers spuntano in quello che finora era sempre stato un panorama in po' scarno, ovvero quello del christian metal italiano, ed è sicuramente entusiasmante vedere che ora le band cristiane in Italia stiano cominciando a fioccare; a renderci omaggio di questo interessante debut album ci sono il songwriter e chitarrista Vito Fresiello, il bassista Giovanni Montesano, il chitarrista Mario D'Antuono, il singer Mauro Picone ed il tastierista Ezio Di Ieso; il batterista che ha inciso l'Ep non fa però più parte della band, che appunto dopo la pubblicazione del lavoro si è trovata a doverne cercare uno nuovo.

I Circle Of Believers propongono un heavy-power sicuramente ben eseguito, si sente molto l'influenza Iron Maiden in certe parti (e sicuramente aiuta molto la stesura di tali pezzi), con aggiunta di parti di tastiere e elementi tendenti molto al power; l'Ep di esordio che ci viene offerto è una demo di assestamento che la band ha registrato più che altro per maturare musicalmente (oltre che ovviamente per farsi conoscere sulla scena), e ad un primo ascolto si evidenziano subito quelle che sono le caratteristiche in parte del disco e in parte della band stessa; la tecnica c'è, partendo dalla intro e dai primi due brani Reseeding the roots e Skyward si sente che le chitarre fanno un ottimo lavoro e che, soprattutto, il singer ha altissime abilità canore cantando in tonalità molto alte, come l'heavy-power richiede; proseguendo per i brani si ha invece una semi-ballad non troppo coinvolgente anche se non malvagia chiamata Shades of the night, stesso discorso per Perfectly wrong, per arrivare così all'ultimo brano, l'omonimo Circle of belivers che pare coinvolgere un po' meglio melodicamente. Lyrics molto introspettive ma che comunque tendono ad esprimere un messaggio profondamente cristiano come si può percepire bene in Reseeding the roots: "Sign of cross will be not a weapon / but the true way to take care of human lives / Our white dresses aren't veils for dedly plans / and the red of love is not the one of blood".

La cosa che però risulta penalizzare molto questo Ep è il tipo di registrazione, già dalla batteria si sente che è un qualcosa fatto in casa, e questo influisce molto sulla qualità del disco: l'aspetto positivo di tutto questo è il fatto che comunque sia se già con un suono così mediocre i brani tengono, con uno migliore sicuramente i pezzi sarebbero ancor più apprezzabili e orecchiabili; quindi auguriamo a questa band di trovare una buona produzione che li valorizzi, e che questa Demo possa servigli anche per maturare musicalmente e saper tirare fuori in futuro qualcosa di molto serio, anche perchè le capacità ci sono.

Francesco Romeggini

VOTO

60

 

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