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CIRCLE OF DUST
Circle Of Dust
industrial
1992 /1995 - R.E.X. Records
(USA)
www.myspace.com/circleofdust

 

Quella che è senza "se" e "ma" una delle più celebri band di industrial metal, e non solo della scena cristiana, giunse all'omonimo debut nel 1992; sorti dalle ceneri del thrash act Immortal, i Circle Of Dust sono un progetto, qui solista, del singer e chitarrista Scott Albert, anche noto sotto le mentite spoglie di Klay Scott. Rispetto alla band primigenia del nostro, l'uso dei synth industriali e techno diviene preponderante, pur mantenendo l'occhio strizzato alla strumentazione distorta, corposa e variamente ritmata.

Exploration parte techno dark, subentrano i riffoni stoppati accompagnati nelle cadenza da un batteria che sembra così vera che credo proprio lo sia: c'è spazio anche per spianate goticheggianti che sono però solo una parentesi al reimporsi di sinteticità ed effetti vocali. Bella traccia, seguita da Dissolved dove la novità sono cadenze più possenti e suoni futuristici. Mid tempo zeppa di varietà sintetiche è Night fall, mentre Nothing sacred apporta sostanziali evoluzioni quali una melodia intensa, un mood epico e coralità misticheggianti, senza dimenticare un più unico che raro accenno di doppio pedale. Twisted reality si dà alla sperimentazione più azzardata con un tocco di dark ambient, al pari di Demoralize ove compare una voce robotica, mentre Technological disguise (Born from the dust beginnings of man / a seed of disobedience / stain of the curse we've brought on ourselves / damnation of the soul / black roots of sin planted firmly within / the soil of our hearts / one way alone mankinds only hope / Jesus Christ is our salvation) è a sorpresa addirittura thrash oriented. E se parliamo di sorprese come non citare la easy listening Rational lies?, industriale inquieta dalle melodie coinvolgenti e catchy.

"The cold of winter now resides where fires once burned bright / unseen forces waging war for possession of your sight / allowing walls to crumble leaving armor to decay / the enemy you once engaged steals vital time away. / O children how could you ignore your slowly rotting soul / a carnal mind will bring you death sin will take it's toll / from certain death you came to life accepting saving grace / the seed was sown on stony ground you now spit in Savior's face". Testi interessanti ed elaborati, in ciò pienamente in linea con il songwriting di un album complesso ma al tempo stesso digeribile, sovrabbondante di cacofonie sperimentali pur tuttavia compatto. Unica pecca le clean vocals che capita incappino in passaggi non perfettamente in tono, ma per il resto niente di rilevante da eccepire. Davvero un bel debutto.

Vaake

VOTO

81

 

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