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Non fatevi ingannare della peraltro equivocabilissima copertina
(chissà davvero cosa intendevano...), il terzetto brasiliano è la
quint'essenza del christian death metal! All'interno di un mini
concept impostato nelle prime quattro canzoni i Clemency
discorrono: le orde del male impazzano sulla Terra, l'apostasia
umana rimpiazza pace e amore con guerra e odio, l'oscurità domina.
Cosa fare dunque? "Don't
denied the truth. There's
light, the end of the tunnel, Jesus Christ". Le due tracce
seguenti poi, Innocent death e Intrauterine
murder trattano della legalizzata strage degli innocenti,
l'aborto, mentre la finale
Funeral of the evil forces
è
l'immancabile, bellissima, entusiasmante, crush evil: "Satan
is dereated like an infamous leprous cold and full of wounds into
the ferocius blindness of death. / The end of his dominion has come
as soon as it was established. / Sacred words say through Holy
Spirit be means of the faith in Jesus Christ you defeated is
proclaimed. / This is the day, the occult is reveled, the bestial
empire deposes, every lie regurgitated. / His dominion will be
eternal, will never be destroyed for he must reign till hath put all
enemies under his feet".
Aramis al
microfono ed al basso, Luis Carlos alla sei corde coadiuvato dal
guest Carlos Vasques, e Marcelo Lopes dietro le pelli: il loro debut
"Spiritual Domination" è un gran bel disco che sarebbe stato
addirittura grandioso se avesse goduto di una produzione all'altezza,
ma così com'è la potenza strumentale è limitata ed il suono tentenna
piuttosto chiuso e lontano. Peccato davvero perchè a queste sette
tracce per 26 minuti non mancherebbe nulla, anzi spesso e volentieri
esaltano col loro death tecnicissimo e fulmineo, dall'apprezzabile
cavernoso growling, a volte affiancato dallo screaming, variegato,
intrecciato ed
arricchito da passaggi doom e riprese grindcore. L'opener è l'Intro
dark industrial generato da synth, e chiuso da un ringhio e
tenebrose urla.
Black winds of death
gli subentra col suo ottimo death compatto e complesso
compositivamente, sia per tecnica strumentale che per i continui
cambi di ritmo. Apostasy vanta un pregevole lavoro di
drumming e furiosi deliri tecnicistici; col rallentamento finale
si impenna la possenza dei riff. Ed ecco inatteso in Cruel
torment of soul l'attacco doom che torna anche sul finale ma
lascia spazio nello sviluppo del brano a saettanti accelerazioni
alternate a convinti rallentamenti. Articolata e irruenta nelle
parti lente è Innocent death dove dal nulla fa la sua
breve comparsa una narrante female vocal. Intrauterine murder
ha uno strano inizio con un assolo di batteria, ma al
subentrare del reparto chitarre la traccia esplode nel grindcore: si
rallenta e si inserisce lo screaming, il finale è tutto all'insegna
dei tecnicismi, anche a diversi livelli di tempistica. Il pezzone
dell'album è riservato alla fine: ben 7 minuti dura
Funeral of the evil forces,
i cui primi ottanta secondi sono di puro ed angosciante doom: riecco
a questo punto il death, lento e veloce e sfoghi grindcore che
giocano con tempi pacati ma dal sound pesante; il finale spetta al
doom qui accompagnato da uno gran growling e da vaghe melodie per
quello che è forse il momento più alto dell'intero lavoro.
Per il futuro c'è da chiedere esclusivamente una produzione
più all'altezza del contenuto: soprattutto dal punto di vista del
sonoro il Cd non è messo troppo bene, ma quanto al resto è tutto da godere.
Vaake |