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E' tra idiosincratica catarsi e sommessamente
violenta ricerca di indirizzamento afono al senso ultimo che si distende
il compulsivo percorso sonoro di "Times End", full debut del
mastermind oltreoceanico Napalm Dave, a noi noto
per i già trattati progetti SomberGravity e Within The
Torn Apart. L'omaggio ai Sunn O)))
è dichiarato, si porta il dovuto rispetto anche agli Earth in
alcune fasi compositive, per il resto il songwriting sperimenta
con più che soddisfacente successo
noise
futuristico e dark ambient, a tratti minimale a tratti enfaticamente
inquieto.
Instrada nel viaggio verso i tenebrosi recessi
delle dinamiche escatologiche il breve minimalismo
di Seven seals broken, per sfogare
il vero avvio nel loop cupo e drone di Ride of the four horsemen.
Monolitica l'esacerbata rifrazione di Seven trumpets sounded,
incanta la subentrante Wormwood descends. Si giunge
tramite l'obbligato sentiero allo sperimentalismo
tecnologico-atmosferico di War on the saints, e
attraversando l'ecatombe generata dell'elicoidale gravoso drone di
Seven bowls poured il sopravvissuto si ritrova
improvvisamente immerso nella limbica Water into blood,
dai distorti fragori purganti e dall'umoralità thriller. Un brevissimo
interludio dall'insegna ben poco rassicurante (Surrounded by death)
e si è trasportati nella plumbea ventosa radura di Babylon is
fallen, dove la pulsazione ritmica si fa dilatata, fino alla
follia allucinatoria di ascensionali scale digitali...trappola psichica
che prelude al precipizio, l'aspirante gorgo nero che tutto annichila,
The great white throne judgement, che tuttavia si placa
nel finale ambient conducendo senza devastante impatto ad un fondo
respirabile: possiamo così perlustrare timorosi e curiosi i quattordici
minuti di percorrenza della corroborante All things ade new,
ma dove poi conduca, non vi è risposta.
Concept apocalittico
alternativo e sound sintetico iridescente, seppur nella sua assoluta
scala di grigi; dopo qualche perplessità iniziale il disco prende
un'andatura sicura, pressoché priva di passi falsi, fortemente
figurativa e indubbiamente coinvolgente. Altro riuscitissimo parto
artistico per la visionaria mente di Napalm Dave.
Vaake
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