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Ucraini, i Coram Deo hanno esordito
sorprendendo nel 2007 col full "Evangelion"; l'anno successivo il
fondatore, chitarrista e growler Grigoriy Nazarov ha inserito in line-up
la compagna di Usynlig Tumult Maria Nazarova; ci si sarebbe
potuti pertanto aspettare una svolta black ambient anche da questo
progetto, ed invece assolutamente no: anzi, via le tastiere, dentro non
trascurabili influenze core, poi cavalcate death e assoli sono alla base
sonora del continuo fraseggio growl-scream, quest'ultimo ad opera
proprio della dark lady.
Sette brani per soli 24 - e comunque già ridondanti
- minuti, l'episodio migliore del piccolo platter è segnato
dall'ispirata opener Life without pain, in cui fa capolino
anche una parentesi atmosferica con cenni di coralità clean, l'unica di
tutto il Cd. Boundary line si presenta cupa nelle vocals
gutturali per poi proseguire thrashy variegato da partiture deathcore,
fino a condurci alla title track Death is dead, la cui
partenza power lascia il campo sonoro al già sentito, anche se a
chiudere in bellezza giunge una prepotente galoppata death. Runner
è un breve drums solo di Taras Nariznoy che introduce la "solita"
New heart. La subentrante Judas non apporta novità
rilevanti al sound di "Death Is Dead", rallentamenti a parte.
Chiude un insignificante outro di otto secondi, Judas's suicide.
Buonissima registrazione, la svolta stilistica può
essere interpretata in ottica del trend mainstream ma non credo possa
esser gradita ai fans dell'act divenuti tali grazie al debut. Il
progetto sembra essere votato a una certa sperimentazione spartana, ma
c'è un problema d'ispirazione, dato che francamente risulta difficile
distinguere un'impronta personale nelle varie tracce-lunghe proposte,
che appaiono tendenziali cloni degli interessanti spunti dell'opener. Il
talento però c'è e nell'Ep emerge, vedremo come la band saprà
indirizzarlo nel proprio futuro compositivo.
Vaake
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