|
È "Eternal
Emperor" la prima, autoprodotta, vera release della straordinaria
band svedese. Si tratta di un Ep di 5 canzoni dalla durata
di circa 18 minuti in cui viene espresso e proposto un black
melodico dalle intriganti e pervasive atmosfere dark, di cui le
principali artefici sono le straordinarie parti pianistiche dell’ispiratissimo
Alexander Orest, il quale però nel 2002 lascerà la band che anche
per questo motivo si indirizzerà verso quel sound più aggressivo e
brutale che
troveremo nel primo full-length e poi ancor più oltre. "Eternal
Emperor" si presenta con una veste grafica davvero piacevole,
anche se non propriamente professionale, ma con una produzione solo
discreta. La croce sul logo ed i testi cristocentrici immediatamente
chiariscono la natura unblack del combo: Cristo è l'"Imperatore
eterno", Signore assoluto del creato e della storia.
Apre la
strumentale Preludium in cui splendide note di piano
introducono ad un black estremamente melodico ed ancora pianistico.
Segue Where darkness cannot rearch, il cui ritmo è più
intenso e dove scream e tastiere generano pindarici voli emozionali:
a questo punto i tempi si estremizzano, finchè una nuova sferzata
atmosferica proietta in ambientazioni dark poi di nuovo sovrastate
da ritmiche più pressanti. Symphony of moonlight è
stupenda nel suo svilupparsi seguendo il magistrale piano narrante
una malinconia ed un’angoscia che non può non toccare, ma che non
esprime disperazione aprendosi a solari note finali che lasciano
intravvedere spiragli di luce. Arriviamo alla title-track
Eternal Emperor, le cui tastiere epico-inquietanti attendono
l’irrompere della batteria e di un sinistro riff con screaming:
momenti più rilassati sono solo una parentesi, poi torna l’angoscia
e lo spettacolare screaming finale che maestoso proclama "Eternal
Emperor". Chiude The final battle con lo struggente
piano che salirà di tono fino a sfociare in una bella ritmica black
melodica trade mark della song.
Squisito Ep
dunque, che difetta però nell’approssimativa produzione e
nell’esecuzione di ritmiche black serrate ancora acerbe e poco
incisive. Alcuni spunti però impressionano per talento, ma
letteralmente senza parole lascia l’incredibile lavoro al piano di Orest che varrebbe il prezzo d’acquisto… se solo il cd si potesse
ancora trovare! Sold out da anni ormai.
Vaake |