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INTERVISTA
27/9/2005

CRIMSON MOONLIGHT
Divine Darkness
 
 

 

CRIMSON MOONLIGHT
Glorification Of The Master  Of Light
unblack
1997 - Self
(Svezia)
www.myspace.com/officialcrimsonmoonlight

 

Ci imbarchiamo oggi in un decennale viaggio verso un passato che appare remotissimo, quasi mitologico. Siamo nel 1997 e l'unblack metal si era manifestato da tre anni a perturbare la scena metal con "Hellig Usvart", etichettato Nuclear Blast. Da quella leggendaria release germinò poi un inesplorato underground fertile che iniziò a fibrillare e a prendere fiducia. Tutto ciò che uscì in quel triennio furono tuttavia sono Demo, ma, tra le altre, di band che diverranno pilastri ed archi di volta del neonato genere: Antestor, Kekal, Lengsel e Crimson Moonlight, i quali questi ultimi si presenteranno proprio col nostro "Glorification Of The Master Of Light". Pensando a ciò che l'act svedese è divenuto, ascoltare questo full-length fa quasi sorridere; tutto è assai amatoriale e approssimativo, lo stesso screaming di Pilgrim era a dir poco dubbio, Simon "Pilgrim" Rosen superstite di quella line-up (composta per intero da membri della christian thrash/death band Obsecration) col solo Gustav Elowson, ora chirurgico martello pneumatico, allora grezzo manganellatore di pelli e piatti.

"Glorification Of The Master Of Light" si distende per 10 brevi tracce di black raw e tastieroso, con calcate matrici epiche, chiaramente percepibili fin dalla piacevole opener title track. Alone in silence (Alone in silence I seek the Lord, / reveal to me your holy spirit O Lord / Cleanse me in thy holy blood, forever shed for me / Lord, I am seeking you, come and fill my soul / One day I will meet you when I reach my goal / No more sorrow, no more tears / I will bow before you and you will wipe my tears) introduce la double bass ed è strutturata in stacchi up tempo sezionati da intermezzi malinconici; con Ett kors restes... in stile Mayhem la registrazione è a dir poco amatoriale, ma a risollevare l'ascolto accorre l'epica e implorante From death to life ("Save us, O Lord, from this despair / Come soon and bring us home", recita il refrain). Tutte le tracks difficilmente scavalcano i due minuti, l'eccezione è per la quinta Ljuset, che approda in prossimità dei cinque, col suo mid-tempo massivo ed epicheggiante. Fullmanen skola bandas uti blod è cupa, Tidens slut ar nara sognante, The explanation of Christ's death (If the world had been a good place / Christ hadn't needed to be a sacrifice / You can gain eternal life / just follow the risen Lord Christ) ferale. Attraversando l'anonima A prayer for strength si arriva senza sussulti alla emozionale pianotastieristica Konungen kommer i härlighet, Outro dal mood poi chitarristico epico fantasy.

Release in musicassetta emotivamente superlativa per i fans dell'act - consideratane la caratura storica -, quando musicalmente mediocre, e da tutti i punti di vista. Ascoltatela pure con curiosità ma se non ci fosse impresso ben chiaro il (vecchio) logo del sodalizio scandinavo sulla cover, allora sfido chiunque a riconoscere che quei ragazzotti alle prime armi siano gli stessi musicisti dei meravigliosi "The Covenant Progress" e "Veil Of Remembrance". Con "Eternal Emperor" dell'anno successivo le cose inizieranno già a prendere tutt'altra fisionomia.

Vaake

VOTO

50

 

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