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INTERVISTA
27/9/2005
 
CRIMSON MOONLIGHT
Divine Darkness
 

 

CRIMSON MOONLIGHT
The Covenant Progress
unblack
2003 - Rivel Records
(Svezia)
www.myspace.com/officialcrimsonmoonlight

 

Dopo diversi anni di quasi anonimo underground fatto di un solo Ep autoprodotto in poche copie, di un demo mai commercializzato e di limitata attività live, il talentuosissimo combo scandinavo mette insieme materiale per un full-length che viene firmato dalla connazionale christian label Rivel Records. Rispetto alla line-up "Eternal Emperor" sono rimasti il singer Simon "Pilgrim" Rosén, il chitarrista Petter Stenmarker e il drummer Gustav Elowsson: sono usciti dunque tre membri tra cui lo straordinario tastierista Alexander Orest, ma ne sono subentrati altri due, uno dei quali è davvero clamoroso: Hubertus Liljegren, ex vocalist e chitarra degli spettacolari Sanctifica di "Spirit Of Purity", che qui si prodiga in basso e growl, ma che ha anche portato un’incredibile ventata innovativa al sound dell'act, già percepibile nel clamoroso demo di cui sopra, quella perla celata che è "Heralding The Dawn", ora disponibile nella compilation-raccolta "Songs From The Archives" uscita pochi mesi dopo l'album che stiamo recensendo. Il sound in "The Covenant Progress", rispetto alle precedenti registrazioni, più che cambiato è sconvolto. Il black soft dark-melodico degli inizi viene accantonato a vantaggio di up-tempo vorticosi, possenti, epici e sinfonici. La produzione pur non perfetta è miglioratissima e lo scream di Pilgrim si è fatto assai più pungente ed intenso: ma l’incredibile evoluzione è quella del batterista Gustav Elowsson che qui sciorina una velocità di esecuzione, un muro sonoro ed una tecnica percussionistica distante anni luce dalla zoppicante prestazione dell’Ep.

"The Covenant Progress" inizia altisonante con l’eccelsa Mist of the spiritual dimension, oscurità, con growl che subentrano agli scream, imponente (il suono della doppia cassa è ridondante e deep) e altrettanto varia scritturalmente, alterna momenti melodicizzati da riff chitarristici a parti più brutali ma sempre testierose; epicità e partiture ragionate vanno a chiudere questo piccolo gioiello. La successiva The pilgrimage è simile nella struttura ma con più ampie distese melodiche ed epiche, tuttavia ha meno mordente, al contrario della fantastica Path of pain dove il lavoro di arrangiamento raggiunge l’apice: vi troviamo infatti egregiamente armonizzati sfuriate in blastbeats, intrecci chitarristici, rallentamenti con riff arcigni e growl, stacchi brutali e tecnici, e tanta altra carne al fuoco...pezzo mostruoso! Thy wilderness si apre con un solare riff sul fosco generato da batteria e chitarra, ed è caratterizzata dalla presenza di favolose armonie chitarristiche, inserti epicosinfonici e un delicato quanto sinistro arpeggio finale. A sorpresa arriva la rivisitazione in chiave più brutale del loro classico, Eternal Emperor, qui comunque irriconoscibile!, tanto che si apre con l’esecuzione più furiosa dell’album. A painting in dark contiene suadenti melodie oscure e sinfoniche che si alternano a parti furiose; in The eyes of beauty quest'ultime diventano grezze old-school e quelle diventano epiche, ancora con sovrabbondanti e grassi arricchimenti sinfonici, i quali troveranno spazio anche nell’ottava A thorn in my heart, epica e velocissima, ma pure con rallentamenti e riffoni detonanti che con l’andare arriveranno a dar vita ad un finale doom angosciante e claustrofobico tra scream e abissali growl. Degno finale di questo splendido lavoro si potrebbe pensare, ma non è così: i Crimson Moonlight ci riservano un’imprevedibile traccia finale di ben 7 minuti, The covenant, totalmente sinfonica e dagli evocativi toni epico-plumbei, in cui solo dopo quasi cinque giri di lancetta compare una sussurrante tetrissima voce narrante.

L’artwork è favoloso, tanto nelle foto quanto nell'utilizzo delle tavole del leggendario pittore romantico Gustave Dorè, ma soprattutto nelle meravigliose tonalità nero-arancio utilizzate. Eccezionale è anche l’espressione di fede delle lyrics, sentite, vissute, profonde, teologiche e spirituali, così come è eccezionale questa release, già assurta a pietra miliare della storia dell’unblack.

Vaake

VOTO

93

 

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