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Il primo "timido" - si fa per dire data la
dirompenza del sound degli statunitensi - affacciarsi sulle scene
per quella che è di certo una delle migliori death band della
cristianità metallara fu questo notevole Ep, all'epoca smerciato tra
pochi intimi, e solo in musicassetta: recentemente digitalizzato è stato
inserito in "Unearthed For Dissection", doppio Cd
consigliatissimo a tutti i deathers con cui la band, per il tripudio di
tutti i suoi numerosi fans, ha reimmesso a disposizione dell'acquisto
tutti i vecchi lavori. "Plagued" per me è una novità assoluta,
così, curioso ma ammetto senza eccessive aspettative, mi sono posto
all'attento ascolto delle sette tracce, dalle quali sono rimasto davvero
piacevolissimamente sorpreso: niente da dire, i Crimson Thorn
anche nel lontano 1992 erano già clamorosi. Il loro stile lo conosciamo
come un death/grind (o grind/death, a seconda degli album) tecnico ed a
magnitudo seriamente rischiosa: qui però le cose erano un po' diverse,
potenza sempre dinamitarda, ma la ritmica ed i vocalizzi erano di
evidente marchio thrash di slayeriana eco. Forma (l'artwork) anche
ingenua, quasi bambinesca, ma che sostanza!
Sette brani dunque ed una durata complessiva ben
oltre la mezz'ora, un disco che non va dunque preso sottogamba. Colpisce
fin dalle prime note di Prophet of death la assennata
produzione che implementa, nella puntualità dei suoni, il valore di una
release complessivamente in vero più che buona. L'opener è un cavalcare
poderoso di thrash dalla scrittura arrangiamentale mai banale, l'assolo
accenna una vaga melodia, messa a tacere quanto prima da break death,
per poi rifarsi thrash con cantato tipico e backing vocals altrettanto
tali. La seconda Crimson thorn favorisce maggiormente la
presenza di venature melodiche: il thrash è tecnico, il lunghissimo
assolo superlativo, ma colpisce soprattutto un growl, preludio questo
per i lungimiranti di allora a quello che sarebbe potuto divenire la
band col tempo. Il riffing finale è a dir poco maestoso. La title-track
Plagued rasenta i sette minuti, di cavalcate poderose, di
rallentamenti turbolenti, di un doppio, delirante, assolo per quello che
è un momento assolutamente folle; il drumming è sul finale spesso
protagonista, le ritmiche varie: a chiudere è una rullatona. Cadenzata
ma anche sparata, violenta ma anche melodica, asfaltante ma anche
tecnica: è Corruption of the flesh. Subentra così un gran
pezzo introdotto da cupe note di basso: Perverse policies,
di ben 8:20, ossia una summa, con lodevole gusto compositivo, tutti gli
elementi finora incontrati, che dà luce alla track più rappresentativa
dell'Ep. Misrepresented representation si fissa su come
produrre bordate da far tremare tutti i vetri possibili attraverso
autentiche detonazioni di riff, ma non manca si cuciti ritmici
intrecciati, di un gran guitar solo, ma anche di una turbante apertura
melodica con tanto di mood nostalgico e toccante. Infine No
suicide: tirata thrash tutto sommato abbastanza standard.
L'uragano sonoro del Minnesota era allora ancora in
convulsa fase preparatoria (di questo quartetto resteranno ad oggi
infatti solo Luke Renno e Miles Sunde), la devastazione completa sarebbe
arrivata solo in seguito è vero, ma anche qui mieteva vittime. Se amate
il christian death non potete non adorare i Crimson Thorn, e di
conseguenza non potete ignorarne la genesi. Invito dunque ancora una
volta caldamente all'acquisto di "Unearthed For Dissection": non
potrete in alcun modo pentirvene.
Vaake
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