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CRIMSON THORN
Purification
 
INTERVISTA
29/4/2007
 
 

 

CRIMSON THORN
Plagued   (Ep)
thrash
1992 - Self
(USA)
www.myspace.com/officialcrimsonthorn

 

Il primo "timido" - si fa per dire data la dirompenza del sound degli statunitensi -  affacciarsi sulle scene per quella che è di certo una delle migliori death band della cristianità metallara fu questo notevole Ep, all'epoca smerciato tra pochi intimi, e solo in musicassetta: recentemente digitalizzato è stato inserito in "Unearthed For Dissection", doppio Cd consigliatissimo a tutti i deathers con cui la band, per il tripudio di tutti i suoi numerosi fans, ha reimmesso a disposizione dell'acquisto tutti i vecchi lavori. "Plagued" per me è una novità assoluta, così, curioso ma ammetto senza eccessive aspettative, mi sono posto all'attento ascolto delle sette tracce, dalle quali sono rimasto davvero piacevolissimamente sorpreso: niente da dire, i Crimson Thorn anche nel lontano 1992 erano già clamorosi. Il loro stile lo conosciamo come un death/grind (o grind/death, a seconda degli album) tecnico ed a magnitudo seriamente rischiosa: qui però le cose erano un po' diverse, potenza sempre dinamitarda, ma la ritmica ed i vocalizzi erano di evidente marchio thrash di slayeriana eco. Forma (l'artwork) anche ingenua, quasi bambinesca, ma che sostanza!

Sette brani dunque ed una durata complessiva ben oltre la mezz'ora, un disco che non va dunque preso sottogamba. Colpisce fin dalle prime note di Prophet of death la assennata produzione che implementa, nella puntualità dei suoni, il valore di una release complessivamente in vero più che buona. L'opener è un cavalcare poderoso di thrash dalla scrittura arrangiamentale mai banale, l'assolo accenna una vaga melodia, messa a tacere quanto prima da break death, per poi rifarsi thrash con cantato tipico e backing vocals altrettanto tali. La seconda Crimson thorn favorisce maggiormente la presenza di venature melodiche: il thrash è tecnico, il lunghissimo assolo superlativo, ma colpisce soprattutto un growl, preludio questo per i lungimiranti di allora a quello che sarebbe potuto divenire la band col tempo. Il riffing finale è a dir poco maestoso. La title-track Plagued rasenta i sette minuti, di cavalcate poderose, di rallentamenti turbolenti, di un doppio, delirante, assolo per quello che è un momento assolutamente folle; il drumming è sul finale spesso protagonista, le ritmiche varie: a chiudere è una rullatona. Cadenzata ma anche sparata, violenta ma anche melodica, asfaltante ma anche tecnica: è Corruption of the flesh. Subentra così un gran pezzo introdotto da cupe note di basso: Perverse policies, di ben 8:20, ossia una summa, con lodevole gusto compositivo, tutti gli elementi finora incontrati, che dà luce alla track più rappresentativa dell'Ep. Misrepresented representation si fissa su come produrre bordate da far tremare tutti i vetri possibili attraverso autentiche detonazioni di riff, ma non manca si cuciti ritmici intrecciati, di un gran guitar solo, ma anche di una turbante apertura melodica con tanto di mood nostalgico e toccante. Infine No suicide: tirata thrash tutto sommato abbastanza standard.

L'uragano sonoro del Minnesota era allora ancora in convulsa fase preparatoria (di questo quartetto resteranno ad oggi infatti solo Luke Renno e Miles Sunde), la devastazione completa sarebbe arrivata solo in seguito è vero, ma anche qui mieteva vittime. Se amate il christian death non potete non adorare i Crimson Thorn, e di conseguenza non potete ignorarne la genesi. Invito dunque ancora una volta caldamente all'acquisto di "Unearthed For Dissection": non potrete in alcun modo pentirvene.

Vaake

VOTO

83

 

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