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Certo, non è sempre
vero, ma spesso e volentieri il primo album è sinonimo di spontaneità e
assoluta dedizione alla causa. Questo è anche il caso degli americani
Crimson Thorn e del loro "Unearthed": si sente che è uno dei
primi album, si sente che lo spirito è quello giovanile dello
"spacchiamo tutto!", ricco di idee e spunti da buttare senza pensarci
troppo, brutalità assoluta, del tutto tesi a diffondere la loro fede
cristiana attraverso un attacco frontale di spietato death metal. Acerbi
sì, ma più veri.
Che dire? Le mie
orecchie vogliose di grind non potevano chiedere di meglio! Innanzitutto
si nota subito la differenza con il precedente demo "Plagued":
tanto il primissimo lavoro era thrash, tanto l’esordio del 1995 è "fuckin
death metal", brutale e intenso. Anzi, di più; il suono dei Crimson
Thorn si caratterizza subito per un potente e azzeccato mix tra
death metal più ortodosso e tipicamente "americano" (anzi, floridiano)
di inizio anni ‘90 con attacchi molto più vicini al grindcore e
partiture che si distaccano dal classico per sconfinare nel brutal.
Basta ascoltare la prova vocale dell’ottimo Luke Renno: con disinvoltura
passa da un growl tradizionalmente death metal a uno screaming figlio
del grindcore, passando per una voce cavernosa e trascinata, come nel
brutal più spinto. Le chitarre da 10
tonnellate, pesantissime e accordate ribassate, sembrano quasi un
marchio di fabbrica per la band del Minnesota; anzi, i suoni di chitarra
sono così grezzi che gli ultimi Napalm Death (sempre grandiosi!)
al confronto sembrano Chopin, e lo stesso dicasi per la batteria. La band gioca così
con death, grind e brutal, macinando riff su riff e creando ritmiche da
headbanging immediato, sprigionando amore infinito verso la parti
cadenzate più granitiche e le accelerazioni grindcore più accozzagliate
possibili. Nemmeno la melodia è persa di vista, così come qualche giro
di basso ipnotico; ciò che davvero merita un plauso, però, è il continuo
cambiamento di ritmica. Non si può non gioire ascoltando pezzi grandiosi
come il trittico iniziale Unearthed, Decrepit
e Coltivate decay, così ricco di spunti interessanti, così
grezzo e strafottente. Senza contare un pezzo come Your carcass,
dove la lista di peccati iniziali "You lay… you steal…" fa davvero
rabbrividire prima del muro di chitarre… Tempo 5 minuti e vi ritroverete
con un fortissimo mal di collo senza esservi accorti di nulla!
In definitiva queste "Spine Insanguinate" non suonano un genere diverso
da migliaia di gruppi come loro, eppure hanno quel qualcosa che riesce a
distinguerli dalla massa, donandogli tutte le carte in regola per farli
diventare un gruppo di culto, almeno nella scena christian metal. Se
amate il death metal, almeno un ascolto a questo "Unearthed" è
OBBLIGATO. Lode ai Crimson Thorn!
Stefano Pentassuglia |