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CRIMSON THORN
Purification
 
INTERVISTA
29/4/2007
 
 

 

CRIMSON THORN
Unearthed
death
1995 - Atomic Records / R.E.X. Records
(USA)
www.myspace.com/officialcrimsonthorn

 

Certo, non è sempre vero, ma spesso e volentieri il primo album è sinonimo di spontaneità e assoluta dedizione alla causa. Questo è anche il caso degli americani Crimson Thorn e del loro "Unearthed": si sente che è uno dei primi album, si sente che lo spirito è quello giovanile dello "spacchiamo tutto!", ricco di idee e spunti da buttare senza pensarci troppo, brutalità assoluta, del tutto tesi a diffondere la loro fede cristiana attraverso un attacco frontale di spietato death metal. Acerbi sì, ma più veri.

 

Che dire? Le mie orecchie vogliose di grind non potevano chiedere di meglio! Innanzitutto si nota subito la differenza con il precedente demo "Plagued": tanto il primissimo lavoro era thrash, tanto l’esordio del 1995 è "fuckin death metal", brutale e intenso. Anzi, di più; il suono dei Crimson Thorn si caratterizza subito per un potente e azzeccato mix tra death metal più ortodosso e tipicamente "americano" (anzi, floridiano) di inizio anni ‘90 con attacchi molto più vicini al grindcore e partiture che si distaccano dal classico per sconfinare nel brutal. Basta ascoltare la prova vocale dell’ottimo Luke Renno: con disinvoltura passa da un growl tradizionalmente death metal a uno screaming figlio del grindcore, passando per una voce cavernosa e trascinata, come nel brutal più spinto. Le chitarre da 10 tonnellate, pesantissime e accordate ribassate, sembrano quasi un marchio di fabbrica per la band del Minnesota; anzi, i suoni di chitarra sono così grezzi che gli ultimi Napalm Death (sempre grandiosi!) al confronto sembrano Chopin, e lo stesso dicasi per la batteria. La band gioca così con death, grind e brutal, macinando riff su riff e creando ritmiche da headbanging immediato, sprigionando amore infinito verso la parti cadenzate più granitiche e le accelerazioni grindcore più accozzagliate possibili. Nemmeno la melodia è persa di vista, così come qualche giro di basso ipnotico; ciò che davvero merita un plauso, però, è il continuo cambiamento di ritmica. Non si può non gioire ascoltando pezzi grandiosi come il trittico iniziale Unearthed, Decrepit e Coltivate decay, così ricco di spunti interessanti, così grezzo e strafottente. Senza contare un pezzo come Your carcass, dove la lista di peccati iniziali "You lay… you steal…" fa davvero rabbrividire prima del muro di chitarre… Tempo 5 minuti e vi ritroverete con un fortissimo mal di collo senza esservi accorti di nulla!

In definitiva queste "Spine Insanguinate" non suonano un genere diverso da migliaia di gruppi come loro, eppure hanno quel qualcosa che riesce a distinguerli dalla massa, donandogli tutte le carte in regola per farli diventare un gruppo di culto, almeno nella scena christian metal. Se amate il death metal, almeno un ascolto a questo "Unearthed" è OBBLIGATO. Lode ai Crimson Thorn!

Stefano Pentassuglia

VOTO

83

 

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