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"This is the first and sole Romanian Unblack Metal
Band" declama il MySpace dei Cromleh, una nuova realtà del
panorama unblack, realtà che sembra ben promettere. Fuoriusciti dall'iperuranio
mentale del talentuoso chitarrista e screamer Cristian Hainic, successivamente al
combo si sono aggregati Radu Matric ai drums e Georgiana Sava
all'onnipresente tastiera sinfonica. Con diversi guest al basso gli
esteuropei sono saliti on stage numerose volte per i locali romeni,
esperienza musicalmente arricchente che li ha portati alla realizzazione
di questo demo di tre tracce: produzione da demo, ma sonoro tutto
sommato affatto malvagio, la stilistica compositiva dei nostri pur non
brillando in originalità tuttavia stuzzica l'attenzione ed a tratti
persino coinvolge.
L'intro dark ambient sintetico di Calugar auster
è di notevole appeal emozionale, dura un paio di minuti per poi lasciare
il campo sonoro ad un black tastieroso affiancato da un esteso e
abrasivo screaming: il suono delle chitarre risulta però troppo ovattato
in questo mid-tempo comunque variegato e arricchito da un bridge
chitarristico di una certa tecnica. Con In coasa mea si
nota subito una migliore registrazione, il suono è più terso e di
conseguenza il sound più pieno e pervasivo: l'assolo è zanzaroso, la
finale ritmica "emperoriana" ben eseguita. L'elegante preludio di
Suflet de prunc TC ci consegna una traccia ancor più
professionale, in cui a dominare il songwriting sono ancora le tastiere,
ma in cui i loop chitarristici si mostrano polimorfi, sia in direzione
epica che in quella di matrice extreme "kekaliana", e in cui il mood
complessivo è di gradazione abbondantemente sotto lo zero con vento
glaciale ad infilarsi immaginificamente tra le fronde degli alberi delle
foreste transilvane.
Lyrics in rumeno incentrate (e lo sappiamo grazie
alla traduzione in inglese che loro stessi nel MySpace ci propongono)
sulle figure degli arcangeli - come da front cover - all'interno
dell'economia della storia della Salvezza, questa dei Cromleh è
un band che se riuscisse a professionalizzarsi potrebbe rivelarsi, nel
futuro forse remoto, una sorpresa. Nel frattempo godiamoci questo demo
Ep senz'altro piacevole, ed evitiamo apriori ogni tentazione di paragone
con i compatrioti Negura Bunget dato che ad ora proprio non ci
sta neanche lontanamente.
Vaake
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