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DARK ENDLESS
Dark End Times   (Ep)
unblack
2004 - Bombworks Records
(USA)
www.darkendtimes.tripod.com

 

Horde. La prima parola che viene in mente ascoltando le 5 tracks di questo Ep non può non essere il nome della prima unblack band della storia. Se poi ci addentriamo un po’ nell’universo Dark Endless notiamo che qualsiasi cosa di questo "Dark End Times" riconduce inevitabilmente al leggendario "Hellig Usvart" ed al suo autore, Anonymous. Come Horde anche Dark Endless è un misterioso one man band il quale si è personalmente occupato di ogni aspetto musicale, vocale e di liriche, senza la collaborazione di guest o drum machine: Anonymous nel primo caso dicevamo, Darkend in questo secondo.

Com'era per "Hellig Usvart", anche "Dark End Times" tratta tematiche apocalittiche in chiave cristocentrica (nel booklet - che non è propriamente tale dato che è composto di una sola pagina - le lyrics non sono riportate; lo si sa da alcune interviste rilasciate), ha un artwork molto curato e di una fascinosa sacra oscurità, ma soprattutto è un grezzissimo black old-school dalla produzione (volutamente?) sporca, con rade melodie dark che illuminano l’atmosfera tenebrosa come solo una folgore in una gelida notte senza luna tra le mistiche foreste norvegesi può fare: foreste norvegesi non a caso, il sound è proprio quello dell’Inner Circle della prima metà degli anni Novanta, ma, come per "Hellig Usvart", utilizzato in chiave antisatanista. Musicalmente "Dark End Times" è una continua citazione di "Hellig Usvart": anche lo stile vocale è dichiaratamente imitato, ma la qualità dello screaming è di caratura parecchio inferiore ed inoltre nel mixaggio è risultato troppo in secondo piano; sono proprio i vocals quindi il principale limite di quest’album. A volte però l’allievo riesce a superare il maestro, e Darkend migliora Anonymous nella tecnica chitarristica (ma non nella velocità e nella potenza del drumming, dove gli è molto dietro) e in un songwriting più tecnico, ma anche nella produzione che meno impasta gli strumenti.

Gli episodi più interessanti di questo Ep sono Night whispers blood, dove si alternano rallentamenti atmosferici ad esplosioni di caos oscuro e Sounds of oblivion, che ci proietta nel tagliente e letale gioco di tenebra e luce dell’interiore, spirituale, battaglia contro il male; ma la traccia regina è senza dubbio l’ultima Silent enigma: apre un inconcepibilmente melodico riff (per il contesto; uno dei lampi di cui sopra) che ben presto però si dissolve al detonare dello screaming e di una doppia cassa dalla velocità folle: la melodia riesce comunque a risorgere creando un lungo, sofferente, intermezzo doloroso, ed a sopravvive, anche quando le ritmiche si rifanno più serrate, fino alla fine della song e di questo viaggio nell’"oscura fine dei tempi". Non si arriva alla straordinaria grandezza e brutalità di "Hellig Usvart", questo sia chiaro, ma si tratta del più degno dei suoi figli, il cui travaglio peraltro è durato ben cinque anni…e poi finalmente la Luce.

Vaake

VOTO

84

 

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