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Gli statunitensi
Flaskavsae (one man band) ed i Dark Procession (duo), hanno
in comune la fede cristiana (molto più manifesta nel primo) e la
passione per l’unblack più estremo e sperimentale. In realtà i risultati
fin qui conseguiti sono estremamente diversi, poiché i Dark
Procession si sono appiattiti nella media, mentre Flaskavsae
ha dimostrato una grandissima propensione ad una ricerca convincente e
mai fine a se stessa. Questo Split non cambia le carte in tavola: anche
se i Dark Procession migliorano le precedenti performance,
fungono solo da antipasto per quella gran portata che è, come sempre,
Flaskavsae. Prepariamoci per bene e mettiamo sul piatto un Cd da
oltre 70 minuti.
Si parte con le song dei
Processionari (The dark foreshadow, Bereavement,
The mourning, Beneath the sky we die and drown in the
moors): unblack con fortissimi accenti avantgarde/jazz, nei
momenti migliori sembra di ascoltare un’ipnotica colonna sonora lynchana.
Ma spesso questo avanguardismo sembra stanco e privo di mordente. In
ogni caso passi in avanti per il combo dell’Indiana.
Assolutamente di un altro
pianeta Flaskavsae, che unisce all’unblack elementi elettronici,
lo spaceblack (i Dark Space sono, a volte, uno spettro presente),
ed un avanguardismo sonico mai gratuito. Fra le sue tracce, The
initial shock of mortality, Anger towards Thy beloved,
Sadness hath consumed all, Final acceptance of the
inevitable, Cold silence in deep slumber following Thy
light, tutte magnifiche, estreme e mistiche. Segnalerei la
quarta In final acceptance of the Inevitable: alla furia
primigenia di Horde-Darkthrone, si accompagna quanto di
più innovativo l’un/black abbia partorito negli ultimi anni.
Dunque, la media aritmetica fra 78 e 93, arrotondata in eccesso, fa...
Daniele E.
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