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DARK PROCESSION - FLASKAVSAE
Requiem IV
 
 

 

DARK PROCESSION
Mists Of Darkness   (Ep)
unblack
2006 - Gud Er Sannhet Records
(USA)
www.myspace.com/darkprocession

 

Annidati sotto le ali delle militante unblack label Gud Er Sannhet Records, tuttavia dalla cristianità davvero molto - troppo - poco manifesta, è stato un anno particolarmente fruttifico quello scorso per i newcomer Dark Procession, binomio statunitense che debutta appunto nel corso 2006 col full-length "Ghost Echoes", per poi replicare nel dicembre dello stesso con questo Ep di un'ampia mezz'ora. DP ai vocal e alla strumentazione tutta con l'eccezione della batteria percossa e malmenata da Russell "Elkosh", "Mists Of Darkness" appare come un lavoro dai due volti: fascinoso e avvinghiante nelle parti dark ambient, grezzo e amatoriale in quelle raw black in stile Darkthrone, di cui ripropongono anche una cover (il che gonfia ulteriormente i dubbi sulla loro effettiva cristianità).

Il fluttuare sintetico nel buio più impenetrabile dell'Intro ci proietta in un dark ambient sovraccarico di suoni che assumono fattezze horrorifiche al momento dell'intreccio con terrificanti sospiri. Giungono screaming e blastbeats furibondi, e l'appeal del disco con Mists of darkness crolla vertiginosamente data la sporcizia del suono e dell'esecuzione: tuttavia il mood rimane inquieto, gli interludi dark ambient e il disperdersi dei riff onirici nella plumbea etere, così come un indovinato riff "patetico", risollevano le sorti della lunga traccia. Con Burn the twilight approdiamo in purgatoriali lande silenti finché tutto avvolge un raw turbinoso e asfissiante, chiuso da declamazioni che riecheggiano tra crepuscolari distese, smorte e uggiose. Finalmente un arpeggio luminoso, poi intense plettrate e minimalisti, Nox noctis è accompagnata al suo spegnersi da un'atmosfera che d'improvviso si irrequieta, tra l'ambient di una pioggia leggera. En vind av sorg è cover dei Darkthrone, conclude la pianistica Amidst sorrow, dove l'incedere è perplesso, dove spirali sintetiche generano attimi di caotico panico, dove dal silenzio che si impone ascende sorda, lenta ma incontenibile, una magmaticità turbante quanto seducente. 

Stupenda la front-cover, lyrics poetiche ma per nulla cristianamente esplicite (e forse neppure considerabili cristiane), i Dark Procession si mostrano band dalle visioni ambient ed atmosferiche di grande caratura, ma ancora molto indietro per quanto riguarda il proporre partiture di black metal che non inficino tutto il resto della composizione. Tuttavia lavoro sicuramente interessante.

Vaake

VOTO

65

 

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