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Annidati sotto le ali delle militante unblack label Gud Er Sannhet Records,
tuttavia dalla cristianità davvero molto - troppo - poco manifesta, è
stato un anno particolarmente fruttifico quello scorso
per i newcomer Dark Procession, binomio statunitense che
debutta appunto nel corso 2006 col full-length "Ghost Echoes", per poi replicare
nel dicembre dello stesso con questo Ep di un'ampia mezz'ora. DP ai vocal e
alla strumentazione tutta con l'eccezione della batteria percossa e
malmenata da Russell "Elkosh", "Mists Of Darkness" appare come un lavoro dai
due volti: fascinoso e avvinghiante nelle parti dark ambient, grezzo e
amatoriale in quelle raw black in stile Darkthrone, di cui
ripropongono anche una cover (il che gonfia ulteriormente i dubbi sulla
loro effettiva cristianità).
Il fluttuare sintetico nel buio più impenetrabile
dell'Intro ci proietta in un dark ambient sovraccarico di suoni che assumono
fattezze horrorifiche al momento dell'intreccio con terrificanti
sospiri. Giungono screaming e blastbeats furibondi, e l'appeal del
disco con Mists of darkness crolla vertiginosamente data la sporcizia del suono e
dell'esecuzione: tuttavia il mood rimane inquieto, gli interludi dark
ambient e il disperdersi dei riff onirici nella plumbea etere, così come
un indovinato riff "patetico", risollevano le sorti della lunga traccia.
Con Burn the twilight approdiamo in purgatoriali lande silenti finché tutto avvolge un
raw turbinoso e asfissiante, chiuso da declamazioni che riecheggiano tra
crepuscolari distese, smorte e uggiose. Finalmente un arpeggio luminoso,
poi intense plettrate e minimalisti, Nox noctis è accompagnata al suo spegnersi
da un'atmosfera che d'improvviso si irrequieta, tra l'ambient di una
pioggia leggera. En vind av sorg è cover dei Darkthrone,
conclude la pianistica Amidst sorrow, dove l'incedere è perplesso,
dove spirali sintetiche generano attimi di caotico panico, dove dal
silenzio che si impone ascende sorda, lenta ma incontenibile, una
magmaticità turbante quanto seducente.
Stupenda la front-cover, lyrics poetiche ma per
nulla cristianamente esplicite (e forse neppure considerabili
cristiane), i Dark Procession si mostrano band dalle visioni ambient ed atmosferiche
di grande caratura, ma ancora molto indietro per quanto riguarda il
proporre partiture di black metal che non inficino tutto il resto della
composizione. Tuttavia lavoro sicuramente interessante.
Vaake
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