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DARKWATER
Calling The Earth To Witness
prog
2007 - Ulterium Records
(Svezia)
www.myspace.com/darkwaterofficial

 

La Svezia è senza alcun dubbio uno dei paesi più prolifici negli ultimi anni in ambito metal, sia in termini quantitativi che qualitativi, e anche in questo caso non rimaniamo delusi perchè il lavoro che ci apprestiamo a recensire è uno di quelli che ti fa ben sperare per il futuro. Si tratta di "Calling The Earth To Witness", full-length d'esordio dei Darkwater uscito per la svedese Ulterium Records. Quello che ci propone il quintetto scandinavo è un progressive metal in pieno stile Dream Theater, Evergrey e Symphony X, gruppi dai quali i nostri prendono a piene mani l'ispirazione per creare il loro personale sound.

L'album in questione si compone complessivamente di 8 tracce più una piccola intro di 37 secondi per un totale di 68 minuti complessivi. Si intuisce immediatamente dai primi minuti di ascolto come le capacità compositive di questi cinque ragazzi non siano per nulla banali, e come essi riescano a creare un giusto mix di complessità e melodicità che conferisce al lavoro quella piacevolezza di ascolto che molto spesso in un genere come il progressive metal si fa estrema fatica a ritrovare. Delle otto tracce presenti attenzione particolare va riservata soprattutto a tre canzoni. Si tratta della numero 4 Habit, della numero 6 The play Part II e infine la numero 7 Shattered, tre autentiche gemme di musica progressiva. Tracce estremamente lunghe in cui a farla da padrone sono innumerevoli cambi di ritmo che apportano parecchia complessità alle canzoni, ma che tuttavia, come detto in precedenza, non disdegnano parti melodiche  le quali in alcuni tratti risultano essere anche estremamente catchy. Tecnicamente questi cinque ragazzi ci sanno fare sul serio, e si capisce per tutta la durata di questo album, da segnalare anche se non soprattutto per la grande qualità del suono di registrazione. Ma d'altronde non c'è da sorprendersi quando a lavorare c'è uno come Göran Finnberg (Mastering Room), conosciuto soprattutto per il lavoro svolto con gruppi del calibro di Dark Tranquillity e In Flames. Egregio  il lavoro alla voce di Hendrik Båth, anche chitarrista, che sorprende per le sue doti canore e del quale sicuramente sentiremo parlare in futuro. Così come di questa band, che non sforna di certo un capolavoro, ma che ci pone dinanzi ad un esordio come non se ne vedevano da anni. Sicuramente il lavoro sul quale i nostri dovranno focalizzarsi maggiormente riguarda la personalità, dato che come detto in precedenza sono presenti fortemente le ispirazioni di gruppi celebri, ma sono queste cose che possiamo concedere tranquillamente ad una band che è solo all'esordio.

Concludo dunque dicendo che ci si aspetta molto per il futuro da una band come i Darkwater, la quale se continuerà su questa falsariga sfruttando al meglio le doti tecniche e compositive che ha messo in luce in questo primo lavoro, potrà sicuramente rappresentare qualcosa di importantissimo per il panorama prog futuro. A questo punto, prima di congedarci, e in attesa di poter alzare ulteriormente il voto per un futuro lavoro, c'è una sola cosa da dire: avanti così Darkwater!

Christian Khouri

VOTO

80

 

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