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As Above - So Below
 
 

 

DELIVERANCE
Assimilation
industrial
2001 - Indie Dream Records
(USA)
www.myspace.com/thebigdlives

 

Prima o poi giunge per tutti il momento di dire basta, anche per i grandi, e gli statunitensi Deliverance lo erano. I nostri si sono accomiatati dai loro numerosi fans regalando, dopo ben sei anni di stand-by, la loro ultima fatica, "Assimilation", l'ottavo full-length della loro carriera, anche se non è, c'è da dire, propriamente un canto del cigno: il meglio del sodalizio è infatti atavico, il loro sound negli anni è mutato non poco, ma le indelebili pagine di storia del christian metal, e non solo, le hanno scritte i primi album. Partendo da lidi sonori speed, di cui "Deliverance" e "Weapons Of Our Warfare" sono brillantissime armonie, Jimmy P. Brown II e compagni sono approdati a lande industrial/heavy, elaborate sì, ma al contempo difficili da digerire per gli infatuati del thrash vorticoso e finemente intessuto degli albori dei Deliverance. L'ispirazione industrial è proprio con questo "Assimilation" che raggiunge, quantitativamente e qualitativamente, l'apogeo.

Attacca The limitless light, fortemente industrial con linee vocali filtrate, ma sempre su una base pesantemente heavy: il refrain è melodic-oriented, l'assolo sempre apprezzabile. Ancor più massicci sono i riff di From the beginning commistionati però con effetti sintetici, ma il refrain non ha troppo appeal. Un polifonico chorus melodico è la novità nella title-track Assimilation, mentre molto bella è The circle, eterea in alcuni riff, dal mood cupo, pathos e linee vocali baritonali in stile Eric Clayton. Sell your soul... apre solare, la keys è atmosferica, gli arpeggi orientaleggianti: l'ombra dei Saviour Machine è ben definita in questo brano dal chorus passionale e dal guitar solo sognante. Anche The search ne segue le orme, fatte di tensione, ma tende più all'elettronica, a differenza di The learned man che ne riprende appieno il sentiero tracciato. Between 2 worlds esordisce addirittura con violenti riff death/thrash ma presto si riadagia sul consueto heavy ricco di effetti e linee vocali tra il melodico ed il solenne, ed è l'inquietudine a farla da padrona. Giungiamo alla nona Impressions la quale propone riff esplosivi e synth a tratti futuristici a tratti eterei; chorus melodico ripetuto ed assolo chiudono la track e ci proiettano alla conclusiva Save me from..., dal drumming articolato, song che, tanto per dare l'idea, somiglia clamorosamente ad una song di un qualsivoglia "Legend", ma in versione remix industrial.

Un souvenir sfocato questo platter finale in quanto non delinea adeguatamente ciò che i Deliverance realmente sono stati ed hanno rappresentato: un buon album di certo, ma se volete avvicinarvi, e ve lo consiglio, a questa big band dirigetevi senz'altro ai primi lavori. Se non siete, di contro, old-school ma cercate innovazioni e sperimentazioni, ecco invece che "Assimilation" si propone seriamente ai vostri acquisti come candidato a molte stelle.

Valerio Mei

VOTO

79

 

 

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