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DELIVERANCE
Deliverance
 
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River Disturbance
 
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Assimilation
 
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As Above - So Below
 
 

 

DELIVERANCE
Stay Of Execution
thrash
1992 - Intense Records
(USA)
www.myspace.com/thebigdlives

 

Album del 1992 dove i Deliverance hanno ampiamente spaziato tra tonalità molto sfumate di thrash che certe volte si potrebbe più collocare nell’industrial dei primi anni ’90. La band era composta da: Jimmy P. Brown II, voce e chitarra, Mike Phillips, chitarra, Mike Grato al basso e Kevin Lee ai drums. Il disco esordisce con Stay of execution, song dal ritmo molto cadenzato e contenuto, chitarre e batteria improvvisano una sorta di cantilena mentre la voce, dalle tonalità basse, crea ancora più torpore in un'atmosfera che si direbbe pesante e molto statica. La struttura della song è molto semplice, il ritornello si ripete spesso, gli assoli vengono solo accennati nel mezzo; nel complesso la song è da considerasi semplice e uniforme. Anche con Windows of the soul abbiamo una traccia simile, il ritmo però è un poco più movimentato, gli strumenti cercano di destarsi dall’esordio lento e asfissiante con qualche assolo iniziale, ma sono destinati ad arenarsi, il vocalist conserva quel tono basso e statico che impedisce alla song di decollare. Abbiamo un po' ripreso i sensi con Words to the…, brano vitale che riaccende la voglia di thrash grazie all’impatto iniziale che si presenta molto energico e ben promettente: non è da considerarsi un’esplosione di forza bruta, ma nemmeno una cantilena ripetuta all’infinito: le chitarre improvvisano invitanti assoli rendendo la song più interessante ma restando sempre in ritmi contenuti.

Ed eccoci a From once was, canzone molto interessante perché imprevedibile, con inizio calmo per poi sfrecciare con chitarre e batteria che si inferociscono esplodendo in un ritmo convulso e molto "thrash-destruction". Self-monger è carismatica grazie alla buona interpretazione del vocalist; non si raggiungono certo i ritmi frenetici della precedente, ma le chitarre sono molto attive creando elettrizzanti assoli, con la batteria che le accompagna scandendo un mid-tempo. Horrendous disc è davvero singolare: ci sono alternanze di momenti relativamente statici e soprattutto accompagnati, e altri invece più ritmati, ma sempre restando su una sonorità blanda e con poca aggressività; in questa canzone compaiono ripetutamente i cori che affiancano il vocalist. Esplosioni di adrenalina finalmente ce le regala Lord of dreams: inizio molto veloce con chitarre e batteria che sfrecciano in un riff rapido e inarrestabile, la canzone si assopisce per brevi tratti ma in generale conserva sempre il suo smalto dinamico e "prepotente". Con Ramming speed ritorniamo ad ascoltare sonorità industrial, il thrash potente viene accantonato per creare una canzone molto più confacente ad ambienti dark–gothic piuttosto che al thrash; è un dilemma come i Deliverance abbiano potuto creare sonorità del genere: atmosfera cupa molto pesante con assenza di parti veloci, staticità a quintali. Qualcosa di inspiegabile è il passaggio alla successiva Entombed: come un pugno nello stomaco la band si esibisce infatti in una traccia a velocità ipersoniche, la batteria raggiunge tempi "indiavolati", le chitarre sono dei rulli compressori, l’imprevedibilità è dietro l’angolo e sfilze di assoli che spaccano la pietra come dei magli potentissimi. Finiamo in bellezza con Weapons of our warefare, vero e proprio assalto thrash, canzone molto classica nella sua struttura ma per sempre celebrata dai puristi thrash: ritmo non eccessivamente veloce ma dinamico e distruttore che ricorda molto le prime composizioni dei Metallica.

Il cd nel complesso è buono, l’unico difetto forse è l’aver un po' troppo insistito in sonorità industrial che certamente non hanno esaltato i thrasher più fanatici; ad ogni modo non è un cd superficiale e va ascoltato più di una volta per poterlo apprezzare pienamente.

Fabio Manna

VOTO

74

 

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