Italian Christian Metal Website  -  Il sito italiano dedicato al Metallo Cristiano

Menu

 
 
Band Links
 
DELIVERANCE
Deliverance
 
DELIVERANCE
What A Joke
 
DELIVERANCE
Stay Of Execution
 
DELIVERANCE
Learn
 
DELIVERANCE
River Disturbance
 
DELIVERANCE
Camelot In Smithereens
 
DELIVERANCE
Assimilation
 
DELIVERANCE
As Above - So Below
 
 

 

DELIVERANCE
Weapons Of Our Warfare
thrash
1990 - Intense Records
(USA)
www.myspace.com/thebigdlives

 

"For the weapons of our warfare are not carnal / but mighty through God to the pulling down of strongholds. / Casting down imaginations and every high thing / that exalteth itself against the knowledge of God / and bringing into captivity every thought / to the obedience of Christ". Tale sentenza apre il semiconcept di "Weapons Of Our Warfare" trattante l'oscura battaglia spirituale contro Satana ed i suoi stratagemmi per il trionfo e l'affermazione di Cristo e della consapevolezza del Suo sacrificio redentore nel nostro ego più profondo. Le parole citate le troviamo nel bellissimo opener-intro Supplication che esordisce con poco definite voci oranti sulle quali si inserisce un recitato adagiato su cupe tastiere; armonico riff di acustica e note di basso preludono all'ingresso di tutta la strumentazione. Ma chi sono i Deliverance? La band losangelina, che dal thrash/speed iniziale si evolverà col tempo verso lidi più industrial, disse la parola fine alla sua avventura nel 2002, ma oltre a vantare una discografia di ben otto album studio, due Live e tre Best of è senza dubbio, con Tourniquet, Vengeance Rising e Believer, la migliore thrash band cristiana di sempre. "Weapons Of Our Warfare" data 1990 ed è il secondo lavoro dopo l'omonimo "Deliverance" risalente all'anno precedente: già troviamo un cambio di line-up (ce ne saranno molti nel corso degli anni), ossia fuori il chitarrista Glenn Rogers sostituito da George Ochoa (ambedue militeranno anche nei citati Vengeance Rising): ma ciò non intaccherà la velocità del sound e forse il favoloso lavoro solistico a tempi stordenti ne ha anche guadagnato.

A rimpiazzare Supplication troviamo This present darkness con un thrash molto tipico, fatto di accelerazioni e rallentamenti che rasentano il doom, che però trova gloria in una serie di mostruosi solos i quali fuggono e si rincorrono a velocità esorbitanti. Si arriva già alla title-track Weapons of our warfare dove si notano riff imponenti in apertura ed un passaggio progressivo seguito da uno splendido acuto del leader e singer Jimmy P. Brown, il solo a nascere e morire musicalmente parlando nel progetto Deliverance. Ottimo anche qui il lavoro di guitar solos. Intelaiatura ritmica e drumming creano un sound elaborato in Solitude anche se poi il thrash si rifarà nuovamente più consueto, non senza però accenni di melodia, un altro bell'acuto, una lead solare che muta in uno meraviglioso assolo ancora più lungo e complesso sul finire di questa super track, chiusa da un delirio chitarristico e percussionistico; la migliore canzone dell'album. Ma l'episodio che si manifesta subito dopo non è molto da meno: Flesh and blood parte con riff duri e cupi ma si fa presto spedita, e sorprende ancor più quando accelera raggiungendo tempistiche vertiginose, che torneranno in questi 7:25 alternate a passaggi rallentati dove cori e cantato duettano armoniosamente. Da sottolineare la presenza improvvisa a centro traccia di un momento atmosferico dall'inatteso ultra evocativo assolo. Chiudono suoni tetri di synth.

Batteria ritmata e giro di chitarra: il thrash di Bought by blood è poi però o massiccio o atto a favorire le parti vocali affiancate dai piccoli cori. Torna il giro di chitarra iniziale che si tronca bruscamente. Molto cambia nella seguente 23: tastiera atmosferica, lead evocativa, battute lente e voce rauco-heavy; si genera una linea melodica che con l'aumentare dell'intensità strumentale si trasformerà in un refrain il quale, tornando dopo una fase soffusa, preluderà ad un sound esplosivo che partorirà un assolo dalla velocità vorticosa. Ancora la tastiera in apertura di Slay the wicked, qui con un chiaro rumore di spada sguainata ed un recitato: le ritmiche veloci si alterneranno a fasi cadenzate. Greetings of death è evidentemente thrash/speed dai tempi spesso furiosi; la più prevedibile If we faint not va a chiudere questo disco imperdibile per tutti gli amanti del thrash old-school, ancor più se cristiani.

Vaake

VOTO

88

 

 Best view:  No Firefox!   Optimized:  FONT: Old-English ( —> download Old-English font <—); SCHERMO: 1280x1024   Credit:  Template by Vocinelweb.it