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DELIVERANCE
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DELIVERANCE
As Above - So Below
 
 

 

DELIVERANCE
What A Joke
thrash
1991 - Intense Records
(USA)
www.myspace.com/thebigdlives

 

Il terzo full-length per gli storici californiani Deliverance, reduci dai due loro indiscussi capolavori che sono "Deliverance" e "Weapons Of Our Warfare", esce dal cilindro di Jimmy Brown e soci come qualcosa di piuttosto stravagante. "What A Joke" è il titolo, ed effettivamente qui diverse delle sedici tracce proposte risultano a mo di scherzo. Oltre al citato singer e leader Jimmy Brown alla chitarra in quest'album troviamo anche George Ochoa, passato anche nella band sorella se vogliamo, ossia i Vengeance Rising.

"What A Joke" dunque, e lo si intuisce fin dall'Intro che non sarà un lavoro propriamente "normale": i nostri ci propinano in esso infatti un breve dialogo dal fascino men che zero. Il thrash style ricco di assoli, corposo e dirompente sopraggiunge però ben presto con la seguente Prophet of idiocy, ma anche nella terza Pseudo intellectual, o almeno, qui, dopo un minuto e più di riff sognanti. Altra follia in arrivo con i soli 7, prepotenti!, secondi di Cheeseburger maker du. La title-track è cadenzata e presenta anche linee melodiche ed acuti di Brown, complessivamente di certo non al top della forma quanto a controllo dell'ugola. Basso e colpi di tosse, poi cadenze irruenti sulle quali si adagia un seminarrato: questa è Chipped beef. Heavy track in arrivo con i ritmi allegri ed i riff stoppati di After forever, che è nientemeno che la cover del famoso pezzo dei Black Sabbath. Altra sorpresa in arrivo con It's the beat perchè in alcune parti vocali vi è la partecipazione guest di Roger Martinez, singer dei Vengeance Rising. Dopo la thrashy, con tutti gli stilemi del caso, A product of society, abbiamo una song (o meglio, un accenno) di 2 secondi seguita dalle percussioni di J.P.D., che di secondi  ne dura neanche venti. In Pray viene accennato il suono delle giostre. Entusiasma invece Silent night: è proprio la conosciutissima ballad natalizia!, che però dopo una settantina di secondi evolve in una imprevista rivisitazione thrash/death, tra l'altro piuttosto ben riuscita. Tirati e travolgenti sono i successivi due brani i quali ci proiettano, ad una non indifferente velocità, alla chiusa che è affidata ad Attack, fascinosa ed elaborata.

I testi del platter non nascondono proprio in alcun modo l'avversione dei Deliverance, protestanti, nei confronti del cattolicesimo, attaccandone aspramente la gerarchia e la dottrina del purgatorio: per il resto le liriche si scagliano anche contro i pseudo intellettuali atei e contro la degenerazione sociale; non mancano tuttavia professioni di fede ed esaltate giaculatorie a Cristo, Salvatore, Re e Dio, ma anche citazioni ed approfondimenti biblici. Curioso nella title-track è il dialogo tra lo "stato di ignoranza", che nega Dio, e la "risposta" che è la sapienza. Ancora un buon lavoro per i pionieri statunitensi: potente, robusto, ben eseguito, ma che dispensa - e questo ne è senz'altro il limite principale - rade emozioni e scarso pathos: obiettivamente dunque disco lontano dal loro best che potete trovare quasi in toto nei due celebri predecessori di "What A Joke".

Valerio Mei

VOTO

77

 

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