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I dElohim
affondano le proprie radici musicali in un hard rock che risentiva molto
dell’influenza dei Galactic Cowboys ed in parte anche dei
Bride (per album come "Snakes In The Playground" e "Fist
Full Of Bees"); col passare degli anni e con alcuni cambi di line-up
(l’entrata del vocalist Leandro Ranna) si sono decisamente rivolti verso
un heavy melodico annoverando tra le influenze alcuni mostri sacri del
genere come Narnia, Helloween e, per alcuni frangenti,
anche Angra. Il gruppo brasiliano attivo già dal 1998, riesce
solo dopo quasi 10 anni a pubblicare un lavoro che porti il proprio
nome: "The Choice Is Yours" è il titolo del demo in questione,
sei brani di cui due sono pezzi strumentali. Il lavoro è interamente
attraversato da un filo conduttore che si rispecchia nel loro stesso
monicker: dElohim, formato da Elohim, termine ebraico per
indicare la Divinità, e la lettera "d" che indica provenienza: in
sostanza significa che il gruppo si concede totalmente a Dio e a Lui
affida non solo la propria vita ma anche la propria missione musicale.
La produzione non
è propriamente cristallina ma ad ogni modo risulta essere piuttosto
accettabile; in questo caso però vale comunque la pena di chiudere un
occhio e dare così pieno merito a questo disco di heavy ritmato dal
marcato piglio melodico che ha positivamente colpito sin dal primo
ascolto. Si parte con un tastieristico intro strumentale per arrivare
alla cavalcante title track: qui balza subito all’attenzione la voce del
singer, armonica e graffiante al punto giusto e lo snodarsi di un
penetrante solo. Fin da subito l’impatto è più che buono. Don’t
forget me prosegue sugli stessi ritmi sostenuti: il brano
up-tempo, condito dal vorticoso scorrere delle dita sui tasti d’avorio,
è impreziosito da un epico refrain: "I see the drops of your blood my
Lord / Oh Lord these drops are my only hope / Yes I will see that Your
beautiful place / forever and ever to reign with You". Una dolce
apologia dell’Amore di Dio…ecco il tema dell’acustica The power of
love, eseguita interamente da voce e chitarra che si chiude
forse un po' troppo bruscamente. Virtuosismi pianistici aprono
Lord’s day, dal marcato incedere prog, dando il via ad un
cavalcante arrembaggio intramezzato da diversi cambi di tempo. A
suggellare la prima, speriamo di una lunga serie, uscita dei dElohim
l’altro pezzo strumentale, l’arrembante e coinvolgente Sound
storm.
La band sta
facendo molti sforzi per affermarsi nell’underground e far sentire così
la propria voce; noi, viste poi le buone potenzialità, glielo auguriamo
davvero di tutto cuore.
Ilaria Ricci |