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DEMON HUNTER
Demon Hunter
metalcore
2002 - Solid State Records
(USA)
www.myspace.com/demonhunter

 

"Demon Hunter", l'omonimo disco del quintetto americano formato anche da ex-membri dei Training For Utopia, è il primo vero album uscito dopo il contratto con la famosissima Solid State Records, dato che fino ad allora la band aveva pubblicato solamente un singolo. Musicalmente distruttivo e potente, il lavoro è caratterizzato da messaggi propositivi e costruttivi incentrati sulla descrizione della nostra paradossale e contraddittoria situazione di creature elette e misere allo stesso tempo, alla ricerca della vera libertà di figli di Dio.

L'album si articola in quattro parti, definite "capitoli": il primo, "Letters From The Seventh War", contiene le prime tre tracce. Scream of the undead e I have seen where it grows sono caratterizzate da parti quasi post-core, soprattutto nei ritornelli e splendidi riff di chitarra. Infected si distacca dallo stile delle precedenti e introduce il clean nel refrain e dei cori epici in accompagnamento al growl. Questa track più lenta e riflessiva penalizza leggermente il potenziale espressivo delle chitarre, che riescono comunque a farsi sentire nell'assolo finale. My throat is an open grave, che apre il secondo capitolo, "The Red Wasp/The Everlasting Death", è interamente in clean, ricca di parti melodiche e ottima dal punto di vista artistico-sonoro. Seguono Through the black e Turn your back and run, musicalmente devastanti e metalliche, con riff che irrompono pesantemente, interrotte solo da intermezzi melodici ed evocativi, arricchiti da cori leggendari. Il terzo capitolo, "Love And Grace For Fallen Souls", comincia con la "cavalcata" di And the sky went red (è il suono tipo di una mandria di cavalli in corsa!) e segue con As we wept e A broken upper hand due tracce di metalcore allo stato puro, caratterizzate da riff sempre vari e accompagnate da ottimi fill di batteria. Il quarto capitolo, "The Awakening", contiene l'ultima traccia, The gauntlet, 7 minuti di viaggio verso l'infinito, grazie anche all'ottima voce.

In sostanza "Demon Hunter" è il disco che segna il salto di qualità della band, e ci permette di cogliere tutta la potenza del gruppo, che alterna fasi aggressive e potenti a fasi evocative e riflessive, in un mix davvero ben riuscito.

Francesco Pellegrino

VOTO

68

 

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