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True Defiance
 
 

 

DEMON HUNTER
Extremist
alternative
2014 - Solid State
(USA)
www.myspace.com/demonhunter

 

Tornano i nostri cacciatori di demoni preferiti, dopo una pausa di soli due anni dal precedente "True Defiance", e ritornano alla grande. La band ha sempre mantenuto un certo livello qualitativo nelle sue produzioni, e anche questa volta non si è smentita, sfornando un perfetto connubio di melodia e potenza, di belle linee vocali pulite, e di ruggiti graffianti, il tutto incorniciato in una sezione ritmica che non si tira mai indietro. L'album sembra avere due anime, una aggressiva e potente, l'altra più riflessiva e melodica, eppure non suonano separate, o attaccate in modo posticcio, bensì concorrono insieme a creare un piccolo gioiello.

Tra le canzoni in cui emerge più la prima segnaliamo in special modo: Death, serrato mid-tempo, coinvolgente nel suo assalto sonoro continuo; Cross to Bear, in cui i Nostri, memori delle parole del Salvatore e ispirandosi ai Fear Factory, ci ricordano che portare le nostre croci non è un gioco; e in In Time, One Last Song, e Beyond Me, tutte e tre canzoni che partono sparate, col piede puntato decisamente sull'acceleratore, per poi sublimare nei bridge e ritornelli più melodici. La seconda anima invece è testimoniata da diverse canzoni di ottima fattura: What I'm Not, in cui la band mescola potenza, attitudine “core”, e melodia; The Last One Alive, grandiosa power ballad, dalle armonie potenti quanto emotivamente trascinanti, e traboccante di energia grazie a una sezione ritmica sempre adrenalinica; I Will Fail You e Hell Don't Need Me, entrambe canzoni calde e sentimentali, in cui melodie e chitarre elettriche si fondono in modo “soft”; e infine Gasoline, la quale inizia come una canzone post-grunge, con bei riff e arpeggi melodici, oltre a un pre-chorus devastante, per poi tirare fuori la grinta nel refrain.

C'è tanta melodia in questo disco, ma è talmente ben amalgamata nell'energia data dalla sezione ritmica, e dai lavori di chitarra, che non è mai mielosa. In esso troverete una perfetta mescolanza degli elementi, e anche i giri e gli spunti più ruffiani sono così ben studiati e eseguiti da non togliere niente al disco in sé. In queste dodici tracce ho sentito il meglio del metal più aggressivo di Fear Factory e Machine Head, come anche la capacità melodica dei Paradise Lost di "One Second", e le atmosfere malinconiche e nel contempo catchy degli ultimi Sentenced, il tutto in un contesto coerente che spesso sembra ispirarsi anche alle ultime fatiche degli Alice In Chains.
"Extremist" è un classico esempio di coincidentia oppositorum, la perfetta dimostrazione che gli opposti si attraggono, e nel farlo generano una sintesi non comune di potenza e dolcezza, quindi mi sento tranquillamente di consigliarne l'ascolto a chiunque non sia ideologicamente contrario al metal moderno.

Tracklist:
1. Death (2:34)
2. Artificial Light (4:29)
3. What I'm Not (4:00)
4. The Last One Alive (4:25)
5. I Will Fail You (4:44)
6. One Last Song (4:20)
7. Cross To Bear (4:29)
8. Hell Don't Need Me (4:06)
9. In Time (4:58)
10. Beyond Me (4:23)
11. Gasoline (3:56)
12. The Heart Of A Graveyard (4:07)

 

                                                                                                    Devid "Sesbassar" Viezzi

VOTO

83

 

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