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Bell’album di
una band che è esplosa nel 2002 con un debut che segnò, a mio giudizio,
un passo importante per un genere in cui gli Slipknot dominavano.
Il sound proposto nel primo disco dei Demon Hunter
incorporava tutti i principi fondamentali appartenenti a gruppi quali i
già citati Slipknot, Chimaira e compagnia bella: questo
lavoro però segna
un cambiamento, un'innovazione che gli amanti del genere non
possono che apprezzare, infatti appare meglio curato sia nella
produzione che negli arrangiamenti. La loro bravura si rispecchia
soprattutto nel fatto che, nonostante siano una christian band (e
ricordo che per queste non è facile vendere dischi ed essere famosi in
uno stile musicale egemonizzato
da "Satana"), sono uno tra i gruppi più apprezzati della scena metal
attuale.
Questo "Summer Of
Darkness" è un disco notevole nel quale in poco meno di un'ora la band
di Seattle dimostra il proprio eclettismo attraversando varie tipologie
musicali (passo in più rispetto ai sopraccitati Slipknot che non
riescono ad essere nuovi come un tempo): passano dal nu-metal classico
dell'esplosiva track d’apertura Not ready to die, con strofe
violente e ritornelli melodici, al quasi death metal di Behaded,
alla pacifica ballata My heartstrings come undone. Un cd che gronda
sperimentazione e nonostante ciò risulta ben curato.
Non
dimentichiamoci delle illustri collaborazioni con Brock Lindow dei 36 Crazyfists nella traccia
numero otto Beauty through the eyes of a predator, Howard Jones dei
Killswitch Engage in Our faces fall apart, Mike
Williams dei The Agony Scene in Beheaded e Trevor McNevan dei
Thousand
Foot Krutch in Coffin builder a ribadire quanto i Demon Hunter siano
intenzionati a lavorare bene e a proporre un prodotto di ottima qualità,
riuscendoci in pieno. La loro maturazione è evidente, vedremo dove i "cacciatori di demoni" ci porteranno,
ma viste le premesse direi che non
ci si può aspettare che il meglio possibile (chi ha ascoltato il
successivo album "The Triptych" può già confermare).
Luigi Cantamesse |