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Miscelano con perizia black e metalcore, creando un
sound abbastanza interessante quanto ad originalità gli svizzeri
Demuniciduth, che han fatto uscire questo loro Ep in uno split con i
brasiliani Sabbatariam. Si dichiarono una unblack band e sono
attivissimi promotori del messaggio del white metal: il loro sito
ufficiale (misteriosamente caricato sul dominio dei Crimson Moonlight) è
traboccante di approfondimenti teologici. "Dogs Of Antichrist" succede
al full-length "Post Tenebras Lux" (uscito anche in una
precedente versione ridotta demo Ep) e vanta una produzione inattesa,
protagonista incontrastato dell'opera è però lo screaming di Ashtaroth-Karnaïm, pulito,
ruggente e polimorfo, riesce a esaltare sia i pezzi black che le
partiture metalcore.
Liriche anti-anticristiche, antiabortiste ma
soprattutto spirituali e lodanti - ci sta anche un Notre père
- peraltro infarcite all'inverosimile di rimandi biblici: la
curiosità che spicca è che per lo più sono cantate in francese, lingua
portante di quella parte delle terra elvetica, senz'altro aspetto
curioso dato che dalla Francia non è mai emersa alcuna christian band. Apre
Thou shalt not kill con una orazione: "Come Holy Spirit, come!
Maranà-Thà", ovvero quest'ultima l'invocazione aramaica propria della
chiesa primitiva che chiedeva la Parusia, implorando: "Vieni Signore Gesù!";
song metalcorosa, l'evoluzione interna alla track deve quasi tutto alla
fantasiosa capacità dello screaming di essere vario e pregno di
coinvolgenti spunti, per il resto si tratta di un cadenzato più o meno
intenso. Con Oppression facciamo conoscenza col black dei
Demonididuth, doppia cassa e loop plumbeo si alternano con
partiture metalcore delle maestose invocazioni screamate; c'è anche
spazio per uno stacco minimale stagnante prima della febbrile isteria
finale. New life è elaborata nella tempistica e nella
struttura, peccato sia un po' pleonastica nella seconda metà; con Torrents d'amour
torna invece il black incandescente e a tratti anche pomposo. Ma la
tempesta oscura si scatena con l'episodio successivo, la title-track
Dogs of antichrist, un furibondo blastbeat aizzato da un
delirio chitarristico di grande tensione, inframmezzato di dark ambient
e bridge più composti. Notre Père strizza l'occhio al
death'n'roll, Heaven or hell, aperta da onirici riff,
innestata di un paio di detonazioni, mescola sapientemente partiture
black e metalcore.
Ep interessantissimo, suono notevole, esecuzione
pulita seppur tecnicamente di non particolare complessità, ma
l'ispirazione del sound è innegabile. Questa è l'ultima creazione del
combo svizzero, e l'attesa per qualcosa di nuovo, almeno per quanto mi
riguarda, ora è senz'altro cresciuta.
Vaake
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