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DEMONICIDUTH
Post Tenebras Lux
 
 

 

DEMONICIDUTH
Dogs Of Antichrist   (Ep)
unblack
2003 - Self
(Svizzera)
www.crimsonmoonlight.com/demoniciduth

 

Miscelano con perizia black e metalcore, creando un sound abbastanza interessante quanto ad originalità gli svizzeri Demuniciduth, che han fatto uscire questo loro Ep in uno split con i brasiliani Sabbatariam. Si dichiarono una unblack band e sono attivissimi promotori del messaggio del white metal: il loro sito ufficiale (misteriosamente caricato sul dominio dei Crimson Moonlight) è traboccante di approfondimenti teologici. "Dogs Of Antichrist" succede al full-length "Post Tenebras Lux" (uscito anche in una precedente versione ridotta demo Ep) e vanta una produzione inattesa, protagonista incontrastato dell'opera è però lo screaming di Ashtaroth-Karnaïm, pulito, ruggente e polimorfo, riesce a esaltare sia i pezzi black che le partiture metalcore. 

Liriche anti-anticristiche, antiabortiste ma soprattutto spirituali e lodanti - ci sta anche un Notre père - peraltro infarcite all'inverosimile di rimandi biblici: la curiosità che spicca è che per lo più sono cantate in francese, lingua portante di quella parte delle terra elvetica, senz'altro aspetto curioso dato che dalla Francia non è mai emersa alcuna christian band. Apre Thou shalt not kill con una orazione: "Come Holy Spirit, come! Maranà-Thà", ovvero quest'ultima l'invocazione aramaica propria della chiesa primitiva che chiedeva la Parusia, implorando: "Vieni Signore Gesù!"; song metalcorosa, l'evoluzione interna alla track deve quasi tutto alla fantasiosa capacità dello screaming di essere vario e pregno di coinvolgenti spunti, per il resto si tratta di un cadenzato più o meno intenso. Con Oppression facciamo conoscenza col black dei Demonididuth, doppia cassa e loop plumbeo si alternano con partiture metalcore delle maestose invocazioni screamate; c'è anche spazio per uno stacco minimale stagnante prima della febbrile isteria finale. New life è elaborata nella tempistica e nella struttura, peccato sia un po' pleonastica nella seconda metà; con Torrents d'amour torna invece il black incandescente e a tratti anche pomposo. Ma la tempesta oscura si scatena con l'episodio successivo, la title-track Dogs of antichrist, un furibondo blastbeat aizzato da un delirio chitarristico di grande tensione, inframmezzato di dark ambient e bridge più composti. Notre Père strizza l'occhio al death'n'roll, Heaven or hell, aperta da onirici riff, innestata di un paio di detonazioni, mescola sapientemente partiture black e metalcore.

Ep interessantissimo, suono notevole, esecuzione pulita seppur tecnicamente di non particolare complessità, ma l'ispirazione del sound è innegabile. Questa è l'ultima creazione del combo svizzero, e l'attesa per qualcosa di nuovo, almeno per quanto mi riguarda, ora è senz'altro cresciuta.

Vaake

VOTO

78

 

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