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Dalla capitale cilena uno sbarbatello quanto
talentuoso quartetto al debut Ep di circa venti minuti. Produzione ed
esecuzione abbondantemente discrete, molte idee e preganti afflati
emozionali, ma forse le coordinate stilistiche non sono ancora ben
delineate, in quella continua tensione tra il progressive death/extreme
e puntate core. Il che, va detto, se perde in fluidità rende però il
sound più originale, sound che altrimenti risulterebbe quasi un clone di
acts quali Opeth ed Extol.
Tre lunghi brani, come opener è posto il gioiello
compositivo, già uscito nell'agosto scorso come singolo, Destroy
the madness. Traccia che lega insieme con maestria progressive
death con growl cavernoso e avantgarde screamato, minimalità
introspettive opethiane (ottimo clean) con sfuriate extreme decisamente
tecniche. L'esecuzione non è perfetta, ma migliora, così come la
realizzazione complessiva, nella successiva e più recente
Confessions-Regret: melodic death a tratti progressivo con
scream core, inframmezzato da un lungo interludio in Opeth style
di indubbia spinta emotiva. In conclusione troviamo The moon is
stained in blood, che attacca di puro swedecore per poi passare
all'extreme progressivo, ben eseguito, con ottimo assolo, e ammantato da
tinte dark; il finale è minimale onirico, con clean vocals ammalianti.
Buona la prima, seppur inevitabilmente acerba, ma
questa è una band di grandi prospettive, se riuscirà a coltivare e
affinare senza bruschi arresti la propria arte. Li aspettiamo con non
poca curiosità a qualcosa di nuovo, ben lieti nel frattempo di averli
scoperti, scovando nel più recondito underground della scena cristiana.
Vaake
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