Italian Christian Metal Website  -  Il sito italiano dedicato al Metallo Cristiano

Menu

 
 
Band Links
 
DESTRA
Joe's Rhapsody
 
 

 

DESTRA
Sea Of Doubt
prog
2000 - Destroyer Records
(Brasile)
www.myspace.com/bandadestra

 

Prendete un po’ di glam anni ’80, versatevi un po’ di thrash dei primi Metallica, qualche ballad alla Guns e un po’ di blues misto a bossanova… Tutto questo per dirvi che i Destra in questo debut album hanno creato pochissimo sound originale, praticamente direi assente. Ottimi la cover e il booklet che accompagnano questo disco, peccato per tutto il resto. L’arrangiamento spesso sembra prediligere uno strumento anziché un altro, c’è poca armonia nel gruppo e spessissimo la voce cerca di arrivare a tonalità che non sono proprie, distaccandosi da tutto il resto.

Looking for tales promette bene: botto iniziale ad indicare un’esplosione, tanti riff e piatti nella tradizione più heavy, ma sono le tastiere a salvare il pezzo; peccato che la lunghezza rovini incredibilmente il lavoro che si conclude in pieno blues. You're not lost ha uno dei pochi testi interessanti dell’album: il tema centrale è un invito a non sentirsi da soli nei momenti più bui, basta guardare a chi si è sacrificato per noi sulla Croce; peccato che la song non renda giustizia alle parole salvandosi solo nel finale. Souls for sale (parte I) è la song in cui si spazia da un genere all’altro in una miscellanea di note che, a lungo andare, stufa anche l’orecchio più avvezzo ad un metal più soft. Souls for sale (parte II) è, guarda caso, completamente diversa, difatti pur riprendendo il tema centrale della nullità delle ricchezze terrene, sembra un’altra song: questa volta di spazia nel jazz e si prosegue leggermente thrash. In You should believe l’intro richiama alla mente un’altra famosa song e i riff non sono difformi da quello che abbiamo già ascoltato. The chance è la prima di due ballad messe una dopo l’altra: scelta ahimé meno adatta per un album già carente di forza; ci troviamo di fronte ad una acoustic ballad i cui effetti sonori richiamano ancora una volta un’altra famosa canzone. Anche in questo caso, il songwriting è piuttosto ripetitivo e i versi esageratamente lunghi. Show me the way è molto sinfonica, ma come nota positiva citiamo il solo dal sapore anni ’80, gradito; qui la voce pecca molto in potenza, che avrebbe dato quel tocco power niente male. Sea of doubt si apre con un graditissimo slap che preannuncia un pezzo dark, sostenuto dalla tastiere. Da notare anche l’assolo di basso sul finire del pezzo. Try or leave e Perfect way sono una congiunzione di tastiere e interruzioni di tempo, ma che alla fine le trasformano in generi differenti: la prima, l’uso del flauto le concede un sapore folk, la seconda arriva alla sua svolta funky! Stronger light (living water) forse si candida ad essere la più cattiva: peccato che anche qui manchino la grinta nella voce e l’unicità stilistica del brano, per un brano di oltre 5 minuti. Infine, chiude il tutto la versione acustica di Sea of doubt, molto interessante.

Nonostante tutto, il merito dei Destra è quello di essere riusciti nell’autoprodursi un album che, a suo tempo, è piaciuto. Per fortuna, sappiamo come sia continuata.

Roberta Cannone

VOTO

65

 

 Best view:  No Firefox!   Optimized:  FONT: Old-English ( —> download Old-English font <—); SCHERMO: 1280x1024   Credit:  Template by Vocinelweb.it