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DETRITUS
Perpetual Defiance
thrash
1990 - Edge Records
(Inghilterra)
www.myspace.com/detritusfan

 

A fare capolino tra le poch(issim)e uscite thrash metal a lyrics cristiane degli anni 90 spuntano i Detritus, simpatico combo inglese che partendo subito con un Lp firma con la Edge Records per la prima uscita nel 1990. Per chi non li conoscesse, i Detritus sono il progetto parallelo ai Seventh Angel, entrambe le thrash band britanniche condividono infatti parte dei musicisti, che in un caso suonano solo live (Seventh Angel) nell'altro partecipano attivamente al progetto: stiamo parlando del bassista-singer Mark Broomhead che si sfoga dietro al microfono con un cantato piuttosto roco e semplice. Il sound è puramente anni 90, quel thrash alla "Master Of Puppets" o alla "State Of Euphoria" degli Anthrax, che in quegli anni si suonava molto bene, diretto, ritoccato e grezzo allo stesso tempo.

Chitarroni acidi e gonfi, tempi veloci thrash-punk e assoli scarni e mal curati, i Detritus si impegnano cercando con una discreta produzione audio (cosa che li favorisce anche parecchio) di intrattenere l'ascoltatore del disco con 10 pezzi; ma è la monotonia uno dei grossi nemici dei compositori metal, e in questo album è facile riscontrare la veridicità della suddetta affermazione; l'invariata presenza di tempi veloce-medio alternati e la semplicità di songwriting rendono l'apprezzamento del disco molto più difficile, e se troviamo episodi come Morbid curiosity che con un intro di basso riescono a cambiare l'atmosfera e a complementare le esigenze dell'ascolto, si ritorna al solito discorso con la successiva No mercy e con tanti altri pezzi come la opener Subliminal division, che solo grazie a una introduzione interessante e ad un grezzo impatto sonoro riesce a spiccare come il più interessante e coinvolgente brano del disco. Se dobbiamo fare una proporzione soggettiva, diciamo che questo disco sta a "Master Of Puppets" come un qualsiasi scooter 50 sta ad una moto di cilindrata 650, ne è bene o male la brutta versione per quanto riguarda la qualità delle canzoni.

Ciò che favorisce molto questa band è l'eccellente qualità di sound che pur essendo un po' gonfio, si adatta perfettamente con lo stile proposto, e riesce a far entrare l'ascoltatore a contatto con l'ambiente thrash, e specifichiamo, quel thrash bay area che solo pochi gruppi hanno saputo eseguire in tutte le sue sfaccettature e potenzialità, sapendone sottolineare ogni particolare compositivo ed espressivo: purtroppo, ahimè, i Detritus non rientrano tra queste band... ma almeno ci provano, ed il livello di espressività raggiunto è comunque sufficiente per poter coinvolgere qualcuno (non credo tutti purtroppo). Disco sufficiente, non di più; consigliato per chi vuole scavare nell'underground sapendosi accontentare, da evitare per chi ricerca la perfezione di songwriting.

Francesco Romeggini

VOTO

60

 

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