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Di difficilissima
catalogazione musicale questo disco registrato da ottimi strumentisti,
per certi versi virtuosi. Per dare qualche coordinata potremmo citare la
furia degli Slipknot e la bizzarria dei marchigiani Infernal
Poetry, il tutto calato in un contesto decisamente brutale ed
estremo. Decisamente bella ed originale la copertina, così come i testi
molto curati e privi di cliché, che ormai abbondano anche nel metal
cristiano.
Con Alas, the anvil, gli Invictus iniziano il loro
discorso post-metal ora cesellando, ora "mazziando". Con Ex nihilo
continuano con l’avantgarde, incattivendolo. Rotation è un
tradizionale death, sebbene molto evoluto, The mist un
intermezzo country-acido, di gran fascino. Inizia thashy e con voce
pulita Chords Of Orion, per poi perdersi in folli vortici
sonori. Engulfed in depravity è un ritorno al death che
più brutale non si può, con la chitarra solista, al solito, sugli scudi.
The approaching squall è un compendio di metal modernista,
estremamente arpeggiato, duro ed asimmetrico. Con Lioness
la band inietta finalmente un po’ di sentimento oltre all’abilità
strumentistica. Rain of God è l’ennesima scheggia fuori
controllo. Le due finali The open sky e Harps of
reclamation, giocano su numerosi cambi permanendo spesso su
interessanti mid-tempo.
Chiariamo subito che la qualità artistica e compositiva del disco non è
brillante, ma la scintillante abilità tecnica, quasi improvvisatoria, ed
una sana dose di follia, rendono notevole l’opera. Quello che spesso
latita è il feeling, per cui spesso il disco sembra una "clinic" per
musicisti di extreme metal, preferibilmente di fede cristiana. Quello
che voglio dire è che purtroppo troppo poco i Deus Invictus
sembrano voler comunicare qualcosa all’ascoltatore, troppo presi a
suonare più bene, più veloce, con più cambi di tempo. Questo è un
difetto che a volte ricorre nei grandi musicisti, specie se giovani. Se
nel prossimo disco la band si ricorderà di rivolgersi agli appassionati,
oltreché ai colleghi, il capolavoro artistico e musicale non mancherà.
Daniele E.
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