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DEUTERONOMIUM
From The Midst Of The Battle
death
2008 - Bullroser Records
(Finlandia)
www.myspace.com/deuteronomium

 

L’ultimo full-length dei Deuteronomium risaliva al lontano '99, due anni dopo abbandonarono l’attività. Poi nel 2006, la pubblicazione di un Best of dal titolo "Street Corner Queen" (come l’omonimo album del 1998) sancì il ritorno della band, che dopo due anni di lavoro ha pubblicato il full-length in questione: "From The Midst Of The Battle". I passati lavori della band spaziavano tra l’extreme e death’n’roll, mentre per questo disco si parlerà invece di melodic e progressive death metal, in stile Pantokrator tanto per intenderci.

Le danze si aprono con Field of war, progressive death ricco di cambi di velocità dettati da una batteria precisissima che spara colpi come una mitragliatrice, la stessa che si sentiva nell’intro alla canzone. Ottimo anche il growl di Miika Partala, veramente potente ed energico. Le stesse parole valgono anche per Lost indeed, quinta traccia. Segue 3:16, dalle lyrics chiaramente ispirate al versetto in Giovanni 3:16 ("Perché Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito figlio, affinché chiunque creda in lui non perisca ma abbia vita eterna"), mentre il sound è molto black oriented, alternando screaming e growl. Defending the faith è il successivo capitolo: chitarra semiacustica prima e graffianti riff distorti dopo, fanno da apripista ad un melodic death martellante. Sebbene breve, molto bello lo psichedelico solo di chitarra verso la fine del brano. La quarta track è Song of the saved, come stile ricorda molto quello dei primi Mortification di "Scrolls Of The Megilloth", anche se i Deuteronomium riescono comunque a mantenere un minimo di melodia rispetto ai deathster australiani. Ritorna invece un po’ di death’n’roll con Hail to the King, a mio parere uno degli episodi migliori in quest’album. Da segnalare poi A thorn through your flesh e Holy war holy violence, accomunante però da due bellissimi assoli (il primo veloce e aggressivo, mentre il secondo decisamente più melodico) del chitarrista Kalle Paju.

Il disco si avvia al termine con l’ultima Tales from the midst of the battle, oltre 17 minuti di musica. La prima parte è lenta, le tastiere sembrano soffocare le note malinconiche suonate da una chitarra elettrica, mentre nel sottofondo riecheggia un altrettanto malinconico canto di una soprano. Il tutto crea un’atmosfera molto angosciosa, che viene bruscamente interrotta dal potente growl di Partala, e allora ritorna il death melodico dagli innumerevoli cambi di velocità: l’atmosfera è ora cupa, ma non mancheranno i momenti di luce. E così, fra un cambi di velocità e mood giungiamo alla conclusione del full-length. I nostri deathster finlandesi sono sicuramente maturati dopo lo split-up del 2001 e "From The Midst Of The Battle" ne è la conferma. In questo full-length sono riusciti a mescolare i diversi stili che hanno eseguito in passato, aggiungendo anche un tocco progressive, e creando un lavoro tutt’altro che confuso, ma lineare e piacevole da ascoltare. Davvero buono dunque il ritorno dei Deuteronomium, come conferma il mio giudizio.

Daniele Fuligno

VOTO

81

 

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