|
Un paio di demo di rodaggio ed il sodalizio
finlandese capitanato dal duo Manu Lehtinen e Kalle Paju, basso e
chitarra, entra in scena con un lavoro finalmente professionale, e che
lavoro. Il gruppo, che ha avvicendato nel corso della proprio esistenza
artistica molte differenti line-up, oramai è sciolto, ma i due
full-length che seguiranno questo Ep non lo pareggeranno mai a parer
mio. Una omogenea miscela di thrash, death'n'roll, black e melodia, dai
vari stili vocali del malleabile ed eclettico Miika Partala, che, pur
se, ahinoi, brevissima nei sui 16 minuti circa, risulta più compatta
dello sperimentale concept album "Street Corner Queen", il quale
tuttavia ne segue evidentemente le orme, e del monolitico, ma un po'
tedioso, death'n'roll grezzo e senza compromessi di "Here To Stay".
Di chiaro stampo thrash è la song di apertura,
Crosshope. Voce roca growl-oriented, riffoni e ritmica
spedita, non mancano passaggi articolati e momenti atmosferici carichi
di tensione, nonché un interessante finale con riff stoppati ed una
bella lead guitar degli eterei effetti. Thinking è il
pezzone: blastbeat e chitarre zanzarose con screaming profondo, è
ovviamente black l'attacco, al quale ben presto subentra
improvvisamente, ma senza stonare, un death'n'roll decisamente happy.
Il buio e la luce si alterneranno a più riprese; ottimi i due assoli,
centrale e finale. Segue Tribal eagle, una thrash track
con bel guitar solo, abbellita da samples studio, e che vanta un refrain
estremamente coinvolgente, clean e poi urlato. Dapprima cupa ed inquieta
Blue moment si apre poi ad una melodia nostalgica, quasi
gotica, prima chitarristica, successivamente in puro screaming e, a
concludere, enfatizzata da un bel duetto di clean maschile e voce
femminile.
Lyrics work semplice ma molto efficace nel caso di
Crosshope: "Cross / symbol of death / symbol of life /
Long time ago / one man died / lived without sin / didn't deserve to die
/ but because of us / he was crucified". Thinking è una
profonda riflessione cristiana sugli orrori della guerra, mentre di
Tribal eagle, title-track, il senso è così espresso: "Tribal
eagle, your wings grow strong / with His peace inside, you won't go
wrong / tied up in skin no more you are / a real eagle, fly free, fly
far!". Blue moment sono infine poetici versi
esistenzialistici dove la chiave di volta della sofferenza è Cristo. La band non ha seguito nel proseguo della propria
avventura musicale la via aperta da questo gran bell'Ep, si è un po'
smarrita prima alla ricerca di originalità oltranzista ed in seguito
votandosi ad un grezzo seppur tecnico, ma asfittico, sound da "on the
road". A mio avviso il miglior lascito della discografica dei compianti
Deuteronomium non cercatelo altrove che qui.
Vaake
|