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Nel passato, fatto di 4 demo ed uno Split, band a
tutti gli effetti, ora ridotta a solo-project facente capo al
polistrumentista Syhirious, questo "Distorkion" è il debut
full-length del moniker cileno, riproposizione neo masterizzata
dell'omonimo Ep con l'aggiunta di quattro nuovi pezzi, intro e outro
inclusi. La produzione stavolta è discreta, e la release per la Eirene
Records risulta professionale. La proposta stilistica è un coacervo di
stoner sabbathiano con extreme sperimentale di matrice Kekal, e
se tutto sommato valida è strumentalmente, sia a livello di esecuzione
che di composizione, non altrettanto si può dire delle azzardate vocals,
debolissimo tallone d'Achille che svaluta tutto il platter.
A seguire l'inquieto e dissonante Intro (A
sight to the world), stridulo è lo scream e fastidioso il clean
filtrato della extreme track Right men, cui subentra
l'elaborata Sceptical (There's still time / For save / You
know / I speak To you, sceptical / You do not have faith in believing in
a God / but you believe that your hands can move the Sun / You are not
the kind of person / who cries out forgiveness / You are the king with
an empty heart / You are the king with lack of love / You have the
control in your life but with wounds in your skin / With our faith / We
are so alive), anche avantgarde, ma purtroppo permeata del solito
indigeribile scoglio vocale. Progressività extreme e stoner in dosi
massicce caratterizzano Blind conception (See your life /
its under earth / See the sky / The light of God / Feel the silence / In
your mind / In your heart / You know its true), come pure le successive
Run to the light - pessime qui le effettatissime linee
vocali -, e Percektionless, dove azzeccato è l'up tempo
kekaliano. Giungiamo alla settima Demon crusher,
senz'altro l'episodio migliore di "Distorkion", extreme a
metronomo sostenuto ricco di stop'n'go, e stavolta è convincente persino
lo screaming. A chiudere la strumentale di oltre tre minuti Outro
(Distorkion), riff sinistri e poi dilatati con nel paniere
sperimentalità sintetiche che sfociano nell'industrial dark ambient.
Il disco si distende in un netto crescendo, ma il
burrone scavato al microfono impedisce al lavoro di poter raggiungere
una complessiva accettabilità. Tuttavia il futuro dei Diamoth
potrebbe essere ben più roseo, se Syhirious riuscirà a focalizzare dove
la sua proposta deve assolutamente essere corretta.
Vaake
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