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"To Praise With Persecution" è il nuovo
lavoro della one-man band Discern, creata dal texano Billy Fraser,
che si è occupato di registrare il cantato in growl/scream e di suonare
tutti gli strumenti, oltre che di comporre i testi delle canzoni. La
prima volta in cui si sente parlare di questo progetto è nel lontano
1999 con "Revive And Rebuke": il disco che abbiamo invece tra le
mani è un'ottima mistura di death possente e vecchio stile con
intermezzi thrash. La registrazione è di ottima fattura e gli strumenti
sono suonati con maestria. Apre le danze un'ottima intro strumentale -
dedicata al grande Schuldiner (Rip), voce, chitarra e mente dei Death,
gruppo fondatore del genere - fatta di riff death, batteria che martella
dall'inizio alla fine grazie all'uso magistrale della doppia cassa, e
qualche piccolo assolo vecchia scuola.
Passando alle successive song il concetto è sempre
quello, un ottimo sound death in grado di appassionare tutti gli amanti
del metal estremo e non solo loro: per valutare però a 360° questo
disco occorre leggere con attenzione le lyrics, arricchite con passi
dell'Antico e del Nuovo Testamento. Partendo da I sacrifice, nella
quale il suono cupo e possente trova perfetta corrispondenza nel
messaggio lanciato: "I sacrifice!! I deny myself, / take up my cross and
follow You", che evidenzia la totale volontà di abbandonarsi a Lui, di
donare la propria vita come ha fatto Cristo sulla croce, e potremmo così
camminare in una valle di demoni senza paura, in quanto Dio è con noi.
Anche le successive Second death
honesty e Your choice rimarcano come consegnare la propria vita nelle
mani di Dio e abbandonare l'ipocrisia che regna nel mondo moderno
consentano di vivere al meglio la propria vita (To the father you will
belong, / he erases the choices that were wrong... / Your choice!). In
Your
choice inoltre viene posto un particolare accento sul tema dell'aborto: "Where
unborn babies are thrown away, / ripped to pieces and tossed in the trash,
/ while the doctor gladly collect your cash", denunciando l'orrore della
distruzione di una vita che ancora deve nascere. One flesh esalta
il matrimonio in quanto
unione di due persone che si amano e che nel loro amore vedono l'amore
di Dio ("You are the treasure of my life, / unfalling love, never letting
me go"). La sesta traccia, un intermezzo strumentale di chitarra,
permette di staccare per un momento e ci dà la possibilità di ascoltare
uno splendido assolo. Pagan god è una denuncia degli dèi pagani,
che compaiono in varie forme, con volti differenti, annunciando menzogne
riguardo varie vie di salvezza: Gesù, la Vita, l'unica Via, con il
suo sangue spazza via tutto ciò. Passando alla successiva Change for
the worse, è facile individuarne il messaggio anche non avendo
davanti i testi: "cambiando in peggio" indica
appunto qual è la situazione di molte persone, che nascono e
crescono ricevendo i doni dell'amore di Dio ma scelgono di rovinarsi,
"creando un inferno personale". Passando alla successiva Grace
è forte l'invito, arricchito dalle citazioni di passi delle lettere di
S. Paolo, alla redenzione e al pentimento per ottenere la Grazia Divina.
Behold the
eretic come Pagan god è una attacco contro chi distribuisce false
speranze che provengono da una mente malvagia e blasfema, e un
invito a rifiutare questo veleno. Chiude il disco una piccola Outro con riff death/thrash molto belli.
Insomma, ciò che abbiamo tra le mani non solo è una
rivelazione per quanto riguarda la musica, con 11 tracce di possente
distruzione, ma anche per il fatto che Billy Fraser ha dato il meglio di
sé nella realizzazione complessiva di questo full-length, senza deludere
le aspettative di chi già lo conosceva e dando la possibilità a tanti
altri di avvicinarsi alla scena metal cristiana. Partendo dai bassifondi
dell'underground e salendo fino alla vetta del death metal, portando
grandi valori di Fede con sé.
Francesco Pellegrino
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