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Scars Remain
groove
2006 - SRE/Epic Records / 2007 - INO Records
(USA)
www.myspace.com/disciplerocks

 

Notizia fresca fresca: "Scars Remain" ha ottenuto un prestigioso premio, proprio in questi giorni. Si tratta del GMA Dove Awards, ovvero gli oscar della musica cristiana rivolta in particolar modo al pubblico giovane. Un gran bel riconoscimento per quest’album uscito nel 2006 e nel 2007 in un’edizione speciale Cd/Dvd e che contiene, inoltre, quattro songs in versione acustica. La formazione di questo disco è rimasta invariata: il singer, Kevin Young, che si esprime molto meglio in questo lavoro forse perché è il più melodico rispetto ai precedenti, il bassista Joey Fife, che coi suoi slap dà quel tocco di groove caratteristico della band, il batterista Tim Barrett, solida presenza e, infine, il chitarrista Brad Noah, che, pur limitando gli assoli del suo strumento, possiamo dire sia stato l’anima di questo gruppo, dato che a lui si deve buona parte del songwriting.

Passiamo all’album che si apre con il primo singolo estratto Regime change, apertura tiratissima, stridente e la voce ci introduce nel vivo di un pezzo sempre in cambio ritmo; sul finire patti e riff fanno da apripista ad un pesantissimo basso che lascia spazio al primo solo, essenziale ma efficace. La bellissima Love hate (on and on) è stato l’ultimo singolo, il settimo per la precisione, estratto dall’album; più emocore del precedente brano, più in tendenza con le mode recenti; lo scream accompagna tutto il lavoro, mentre un duetto batteria e voce ci dice: "Oh Jesus I can't take the hate anymore / Save us from ourselves bifore / We go on and on and on around and again"; anche qui troviamo una chiusura "urlata". My hell nella sua semplicità è una ricerca di Dio, quasi disperata "Lord I need to breathe you / drink you, dream you / Nothing ever will compare"; song che si apre con un’orecchiabile batteria su cui si aggiungere sul finire falsamente ad libitum lo scream. Scars remain, la song che dà il nome all’album, fa parte di quelle dal testo breve presenti in questo lavoro, ma non per questo dal contenuto meno esimio; inizio lento, ma successivamente il tempo dimezza, poiché Tim Barrett utilizza spesso il doppio pedale e sostiene così il secondo assolo di guitar. Dal I libro di Samuele, Game on rispetta lo schema solito della songs: cambi di ritmo, battute di drums & voice e bridge, cioè un cambio completo di tempo che coincide con quello di testo, che racchiude tutto il messaggio: "I'm not afraid of loving my enemies / Turning the other cheek / Blessing those that would curse me / I honestly want peace with you". Curiosità: questa canzone è stata utilizzata come sigla per uno spettacolo/incontro della WWE.

Someone è la più speed e la voce è totalmente in clean; la ripetitività del pezzo è salvata dal prodigioso basso in slap. After the world è la prima ballad dell’album; le chitarre acustiche la fanno da padrone per un pezzo che è stato per mesi in diverse chart americane. In Dive la presenza del chorus è davvero marcata; testo semplice, molto riffato. "We live, we fight, we live we die we fight for love" è un verso di Fight for love, canzione carica di emozione in cui la chitarra si esprime nell’ultimo assolo e la batteria chiude il pezzo con maestria, senza piatti. Anche in Purpose to melody un plauso va dato ai drums; si può dire che qui si realizza il vero solo di chitarra; chiusura interrotta in modo originale. No end at all è introdotta dal basso: molto ballad, molto sofferta. Infine, Things left unsaid è un regalo nell’edizione speciale; molto sinfonica in cu la voce di Young è profondamente interpretativa. Chiudono la special edition, quattro bonus acoustic: Love hate, After the world, My hell, Things left unsaid: assolutamente da non perdere.

Come si vocifera, i Disciple hanno cambiato line-up, anche se nel sito ufficiale non vi è nulla a tale riguardo, ma nel MySpace vengono presentati i due nuovi membri: Andrew Welch alla chitarra e Israel Beachy al basso. Un duro colpo quello della dipartita di Noah, ma si sa che le vie del Signore sono infinite.

Roberta Cannone

VOTO

87

 

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