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DISCIPLE
What Was I Thinking?
groove
1995 - Slain Productions
(USA)
www.myspace.com/disciplerocks

 

Sono orgoglioso di poter recensire il primo album della ormai quindicinale band del Tennessee! "What I Was Thinking?" si presenta decisamente come un ottimo lavoro, considerato poi che è il loro debutto sulla scena. Siamo alle radici della carriera musicale dei Disciple, di conseguenza troviamo le basi sulle quali è stato poi costruito il loro sound unico e originale. Chi è abituato agli ultimi dischi rimarrà un po' costernato di fronte al fiume sonorità rock blues, grunge e groove che ascolterà, ma non rimarrà certo deluso dallo stile aggressivo e tagliente che è diventato il loro marchio di fabbrica.

Lo capiamo subito con Alone, la prima traccia dell'album, introdotta magistralmente dal bassista Joey Fife. Subito dopo segue Felt il cui testo è un collage di salmi, nella più classica tradizione gospel. Particolarmente bello il ritornello che parla dell'identità di sensazioni tra il cristiano e Cristo. La terza traccia è Mothman, particolarmente orecchiabile e aggressiva. Brad Noah dà prova della sua capacità con la chitarra. Inizio pacato per Crawl away che svanisce non appena arriva il ritornello. Il basso accompagna il pezzo creando un ottimo sfondo per l'assolo di chitarra che sfuma tenendo la nota. Ci aspetta poi One drop che apre come fossimo in jam session con i Disciple! Giri semplici ed efficaci per questo pezzo molto classico. Segue Stronghold, la prima "ballad" dell'album (se mi si passa il termine). Purtroppo qui la performance della voce di  Kevin Young non raggiunge quelle che potrebbero essere le aspettative createsi dopo le canzoni precedenti. Rimane comunque uno dei pezzi più significativi grazie alla bellezza del testo. La tradizione gospel torna ancora con Praze you Lord, una traccia che ci lancia dritti dritti nell'atmosfera delle celebrazioni religiose americane. Ancora una volta Noah con la sua chitarra ci tocca nel profondo con un ottimo assolo. Presence è un breve pezzo da un minuto, fondamentalmente un'antifona cantata che serve a introdurre Sorry, la quale inizia con cattiveria per poi smorzare i toni. Deliziosa introduzione di basso all'assolo di chitarra. Ottimo l'equilibrio tra le parti acustiche ed elettriche di questa splendida richiesta di perdono a Dio.

Take me è uno dei brani più "cattivi" di "What I Was Thinking?". Finalmente un po' di pane per i denti dei metallari più esigenti. Le sonorità di questo pezzo le troveremo più volte nei dischi successivi. La chiusa della canzone contrasta a pennello con l'inizio della seguente Why, pezzo arrabbiato - una riflessione sulla morte - probabilmente riferito a qualche loro vicenda personale. Da notare l'accenno di slap del basso a metà del pezzo. La traccia numero 12 si intitola Jeckyl & Hyde ed è uno dei miei pezzi preferiti (praticamente una canzone di Rm 7, 14-25). L'assolo di basso di Fife è semplice ed efficace, in grado di rendere ancora più incisivo un pezzo già tagliente. E dopo un pezzo metal come questo torniamo di nuovo al blues con un classico: Amazing grace, e c'è poco da dire su questa reinterpretazione!, si incattivisce al punto giusto senza tradire lo spirito del pezzo. Penultima canzone del Cd, Going home riesce a rendere la gioia e il dramma della Seconda Venuta del Signore. Un pezzo fantastico, soprattutto per il lavoro di integrazione degli strumenti. Assolo distorto e "metallico", la voce di Young è presente e potente, riempie la scena e non lascia scampo. Barrett chiude il pezzo martellando sulla batteria. L'album termina con una seconda "ballad" intitolata Mercy. Ancora una volta possiamo segnalare i difetti che si erano già presentati in Stronghold, la voce sembra particolarmente inadatta a raggiungere la delicatezza che la canzone e il testo richiederebbero. Decisamente Young fa figure migliori in altri generi di pezzi.

Concludendo si può affermare che l'impressione che si ha è molto positiva. "What I Was Thinking?" è un album che contiene ottimi pezzi che spaziano fra differenti generi musicali, non diventando mai banale. Peraltro ci sono canzoni adatte a qualsiasi mood dell'ascoltatore. L'unica pecca, come già fatto notare, è la voce nei pezzi "lenti". Ma in fondo siamo ancora agli inizi e Kevin Young saprà dare prova di sé negli anni a venire.

Andrea Ciceri

VOTO

86

 

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