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Il Brasile sta divenendo sempre
più un imponente baluardo nonché fertile culla di band cristiane
dedite ai generi estremi. Più nello specifico per quanto riguarda l'unblack,
le band più conosciute sono al momento Baraque's Lord, Serenade
In Darkness, Poems Of Shadows e Zurisadai, ma la
migliore del lotto si impone di forza essere questo neonato sestetto (più una
cantante lirica guest) alla prima release. E non pensiate sia un ep
il debutto dei Divine Symphony: il disco si dipana per ben 68
minuti divisi in nove tracce delle quali solo la title-track è
inferiore ai sei minuti! La padronanza strumentale del
combo brasiliano è eccellente, la produzione davvero buona ed
incredibilmente potente (il suono della doppia cassa è più profondo
che secco, più in stile death che black) e l'ispirazione compositiva
piuttosto interessante, ma è forse proprio qui l'anello debole della
catena: volendo esagerare con questa inverosimile durata il songwriting a volte è riproposto simile in diversi episodi e le idee
interessanti capita siano abusate. Altro limite che contiene il voto
di "Reject Darkness" sono un paio di riff tastieristici
piuttosto elementari e stranamente banali che vanno a rovinare due
splendide tracce quali Way for life e False
emotion.
Ciò premesso questo è un lavoro
clamoroso! L'opener Humiliation ci proietta in
tenebrose atmosfere con un intro ambient pervaso da inquietanti
folate di vento a cui subentra un black possente e tastieristico
alternato a fasi atmosferiche, solos, sirenica voce femminile e
cantato epico. Già da questa canzone si capisce cosa ci si può
attendere da questo disco: un black tendenzialmente melodico e
spesso epico, potente, tecnico, di alta fattura. Way for life
dicevamo essere rovinata da un insistente quanto mediocre
riff di tastiera ma per il resto contiene un bell'intro di
pianoforte, un lunghissimo assolo melodico, un costante parallelo di
screaming e voce femminile, ed un epicissimo coro viking. God's
wrath presenta anch'essa variazioni di ritmiche black ed è
arricchita da numerosissimi passaggi epici. L'epicità sale ancor più
di tono in False emotion dove la fa da padrona Isabel
Fernandez col cantato lirico e veri e propri gorgheggi: vi troviamo
però anche deliri di scream e grandi atmosfere tastieristiche, il
tutto rovinato dal bruttissimo riff di cui sopra... Apice emozionale
dell’album è la seguente Fallen face, una canzone
sostanzialmente gothic (l’intro ricorda molto i Nightwish di
"Angels Fall First") dalle evocative atmosfere prodotte da
tastiere, ottimi solos, parti black molto melodiche, scream
accompagnato dalla lirica, accenni power, per poi terminare questi
dieci abbondanti minuti con un black più aggressivo. Arriviamo alla sesta traccia, Silence of angel, che francamente
nell’insieme risulta quasi superflua poiché non aggiunge niente di
nuovo a quanto finora ascoltato (se non un attacco meramente power),
così come forse superflua è anche l’ottava – la title track – per
gli stessi motivi. Bellissima è invece la song che si interpone tra
le due, Cry in the dark: ad uno scoccare di campane
accompagnato dalla tastiera irrompe un distortissimo growl a cui
segue un black aggressivo per poi tornare al consueto sound,
chiudendo questi 8:30 con un ritorno di sonorità epiche. L’album si
chiude con l’ottima Eternal salvation dove abilmente
miscelato troviamo black old-school, momenti folk, epicità,
parti nostalgiche e sofferte, cori, voce femminile, assoli powereggianti,
il tutto terminato da una tetra tastiera.
L’artwork è in classico stile
black con caratteri ed immagini gotiche, però in versione
colorata e dai toni piuttosto accesi, i quali si accentuano ancor
più nella front cover che, per la verità, non riesce a rendere
bene graficamente la buona idea. Le lyrics sono davvero
notevolissime: sul male dilagante nel mondo, sulle sataniche,
oscure, seducenti attrattive del male troneggia l’unica via, l’unica
verità: Cristo, Dio e Signore di tutto ciò che è e che non è, che
mai è cessato di osannare dai ragazzi brasiliani i quali con questa
ottima debut release si candidano come una delle band guida del
movimento unblack metal mondiale.
Valerio
Mei |