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DIVINEFIRE
Eye Of The Storm
power
2011 - Liljegren Records
(Svezia)
www.myspace.com/divinefireofficial

 

Dopo l’annuncio di split-up ritornano quasi a sorpresa i Divinefire con il loro quinto full-length intitolato "Eye Of The Storm". Si riscontra immediatamente un cambio in line-up infatti il bassista Andreas Olsson ha lasciato la band e il suo posto è stato preso da German Pascual (ebbene si, è proprio lui, l'ex singer dei Narnia). Per il resto la band è composta sempre dal polistrumentista Jani Stefanovic (chitarra, basso, tastiera e anche batteria!) e dal grande Christian Liljegren (Rivel). Rispetto ai predecessori il sound di "Eye Of The Storm" è pressoché invariato, un ottimo power metal molto intenso, veloce e potente dove non mancano sia le parti sinfoniche e grandi assoli di chitarra, il tutto ben coadiuvato dalle belle parti in clean di Pascual alternato al growl.

I presupposti per un altro immenso album ci sono tutti, peccato però che gli svedesi hanno creato un full-length nel quale la struttura ritmica resta quasi invariata da canzone a canzone. L’opener è Time for salvation, song molto veloce dove si possono apprezzare le doti canore di Pascual assieme a parti sinfoniche e, verso la conclusione, anche il growl tanto per rendere il tutto ancor più straordinario. Già con Hold on si trova un pezzo che non si discosta molto dalla precedente tranne che per la completa assenza di parti in growl che ritorneranno prepotentemente nella successiva Unchain my soul, assieme ad un carico di speed davvero non indifferente e un ritornello abbastanza orecchiabile. Dopo si ha Bright morning star canzone molto più melodica delle precedenti che segue un canone power più tradizionale. Anche in To love and forgive c’è una costante presenza delle parti vocali molto dolci e melodiche; piacevole da ascoltare perché, nonostante sia la traccia più lunga di tutto l’album, è abbastanza complessa. Si ritorna ad un ritmo ben più spinto in Even at my lowest point, canzone veloce e sinfonica. Sulla stessa falsa riga è anche Send me out. Master & slaves è la classica song extreme power in pieno stile Divinefire, una delle più belle di tutto l’album. Anche The worlds on fire non scherza in termini di velocità e potenza, verso la fine c’è un assolo davvero strepitoso! E si continua con Never surrender, speed metal allo stato puro, anche qui un grande assolo. Masquerade è un’altra seria candidata come miglior canzone dell’album: pur mantenendo lo stesso ritmo e livello delle precedenti si nota, già a primissimo ascolto, come il doppio pedale sia stato inserito in modo davvero molto imponente durante il corso di tutta la canzone. "Eye Of The Storm" termina con Close to the fire, che è solo strumentale ma data la sua grande complessità risulta molto elegante e sopraffina, risaltando la notevole capacità di composizione della band.

Anche per la realizzazione di questo lavoro si riscontrano numerose collaborazioni come lo stesso Andreas Olsson, Pontus Norgren, Thomas Vikström, Carl Johan Grimmark e Markus Sigfridsson. In definitiva "Eye Of The Storm" è un album abbastanza complesso, sia dal punto di vista esecutivo che di produzione, peccato però che in alcuni punti risulti essere quasi ripetitivo. A mio avviso sarebbe stato meglio forse tagliare qualche canzone e concentrarsi maggiormente sulle altre. Fortunatamente le idee non mancano quindi aspettiamoci qualche altro capolavoro in futuro!

Antonio Cannizzaro

VOTO

78

 

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