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"Glory
Thy Name"
costituisce il
sorprendente esordio per questa band svedese capace di unire le
melodie più pure a passaggi maggiormente estremi, il tutto condito
da grandi orchestrazioni. L’inedito gruppo è composto da Christian
Rivel (proprietario dell’omonima etichetta, voce e mente dei
Narnia e degli Audiovision) alla voce, Jani Stefanovic (polistrumentista
ex Crimson Moonlight e attualmente batterista
dei Renascent) ai drums, tastiere e chitarra ritmica, e
Andreas Olsson (Narnia) al basso.
È ardua
l’impresa di catalogare l’album in un preciso genere: in "Glory
Thy Name", registrato nel novembre del 2004 in Giappone,
si incontrano infatti diversi generi totalmente coesi tra di
loro in una perfetta quanto mai potente armonia. Il power viene
alternato a parti più prettamente epiche, gli accenni tastieristici
black-oriented vengono inseriti su una base death melodica, tipica
dei Renascent, grazie al gran bel lavoro di tastiere,
batteria e chitarra di Stefanovic. Senza dimenticare poi la voce di
Rivel, una vera garanzia, capace di adattarsi ad ogni cambio di
stile, passando da un cantato pulito a un tono più deciso e
ringhiante. Non bisogna poi dimenticare il ruolo ricoperto dai cori
neoclassici e dalle orchestrazioni barocche: semplicemente
trascinanti. I refrain, anche se alcuni alla lunga possono risultare
un po’ scontati, entrano inevitabilmente in circolo ed è impossibile
non canticchiarne qualche nota; gli assoli di chitarra (bellissimo
quello che accompagna la voce di Rivel nel finale della ballad
Pay it forward) sfiorano l’heavy più duro; le tastiere
dal sound black inserite in un contesto melodico possono
forse rappresentare il primo passo verso generi più estremi.
Maestoso
progetto i Divinefire, e se ancora non bastasse per
considerarlo un piccolo gioiello sottolineiamo come annoveri tra le
sue fila moltissimi illustri guest: Portus Norgren (Talisman,
Great King Rat), Thomas Vikström (ex Candlemass),
Fredrik Sjöholm (Veni Domine), Carljohan Grimmark (Narnia),
Hubertus Liljegren (ex Sanctifica e Crimson Moonlight,
autore dei growl e degli scream), ma soprattutto Eric Clayton dei
Saviour Machine già ospite di Rivel in "The Great Fall"
dei Narnia, presente nel suggestivo intro From death to
life, nelle note finali di The spirit e nell’outro
The way to eternity a conclusione del messaggio
lanciato dai Divinefire con la recita dei versetti del Vangelo
di Giovanni: Dio ha mandato il suo Verbo nel mondo non per
condannarlo ma perché il mondo possa essere salvato da Lui. Le migliori
tracce a mio avviso sono le già citate The spirit con
i suoi epici 10 minuti di orchestrazioni, potenza e grandi assoli,
Pay it forward, ma anche Never surrender
e The sign. Le lyrics sono
centrate sul passaggio dalla morte alla vita, intesa come vicinanza
alla Luce, al Fuoco Divino che ci conduce fuori dalle tenebre, dal
lato materialistico e consumistico delle nostre vuote esistenze. La
bella e curata cover, opera di Markus Sigfridsson, rende
perfettamente l’idea del concept alla base di questi trascinanti 43
minuti.
Questo
condensato di adrenalinica energia aspetta con ansia un degno
successore. Le premesse per un’altra perla sono più che buone, la
fiducia nel lavoro di Rivel e compagni altrettanto. Non bisogna far
altro che cercare di frenare l’impazienza e tenere sotto controllo
le nuove uscite.
Ilaria Ricci |