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Eye Of The Storm
 
 

 

DIVINEFIRE
Into A New Dimension
power
2006 - Rivel Records
(Svezia)
www.myspace.com/divinefireofficial

 

Sembra che i Divinefire facciano una corsa contro il tempo e contro se stessi per migliorarsi di volta in volta…il fatto è che puntualmente ci riescono, e "Into A New Dimension" non fa eccezione. Il loro terzo disco dissolve subito ogni dubbio e scetticismo sull'essere uscito così velocemente, in fin dei conti a distanza di neanche un anno da "Hero": dopo diversi ascolti posso tranquillamente affermare che questo è senz’altro il loro migliore lavoro, sotto tutti i punti di vista (inclusa la produzione e l’artwork), rasentando quasi la perfezione nel genere. L’album è ancora più aggressivo, potente, teatrale e maestoso del precedente: 11 brani, di cui una bonus track per 43 minuti, di un power estremo (tendente al thrash e allo swedish death) condito da una grandiosa enfasi sinfonica in cui non mancano però passaggi neoclassici e in cui strabordano le orchestrazioni. A livello di line-up nessuna novità: troviamo un Christian Rivel in ottima forma che conferma qui una grande intensità vocale soprattutto nelle parti più aggressive affiancato dal fido bassista Andreas Olsson e da uno spettacolare Jani Stefanovic, autore di una gran prova non solo come affermato chitarrista e batterista ma anche dietro al microfono per il suo profondo e gutturale growl. L’album è compatto dall’inizio alla fine con la tensione sempre alle stelle (e forse ci sarebbe bisogno di un brano che spezzi un pochino il ritmo), l’incedere è incalzante grazie a dei furiosi riff chitarristici e ad una martellante batteria, controbilanciati però da tecnici assoli e sublimi tastiere sinfonicheggianti.

Iniziamo allora il viaggio in una nuova dimensione spirituale: la vista di una splendente alba con in sottofondo l’intro strumentale Vision of the new dawn è magistralmente aperta da cori barocchi conditi da effetti sinfonici e seguita dall’entrata in scena di batteria e riff potenti che fanno aumentare l’attesa: l’impatto è già notevole. Passion & fire si presenta come il tipico brano di marca Divinefire: piuttosto semplice nella composizione ma incalzante e diretto. Sempre con il piede sull’acceleratore la frenetica Times running out, aperta da un imponente growl. Qui la batteria pista che è un piacere, ma queste ritmiche così serrate vengono intramezzate da aperture sinfoniche e da un ottimo assolo. Into a new dimension è l’interessante brano heavy-speed che dà il titolo al disco: il ritmo è forsennato ma poi rallenta e prepara l’inserimento di imponenti cori barocchi seguiti da interessanti giri di chitarra e da pompose orchestrazioni. Questo è lo stesso schema che ritroviamo anche in Live or die, arricchito però da backing vocals tipicamente AOR. Facing the liar (di cui è stato realizzato anche un video), decisamente death oriented, si aggiudica la palma di miglior brano, forse il più irruento del lotto, con un bellissimo duetto tra Rivel, qui molto aggressivo, e il growleggiante Stefanovic, il tutto esaltato da belle e tenebrose atmosfere tastieristiche e da un solo neoclassico. In questo disco non c’è un attimo di respiro e si va avanti con la esplosiva e sinfonica Alive strizzante l’occhio allo swedish death. Goticheggianti e maestose le atmosfere create dalle keys preparano la strada a rocciosi riff e ad un martellante blast beat nell'intesa All for one, dall’accattivante refrain. Prima del brano strumentale che mette fine a questo viaggio ci gustiamo l’irruenta ed epica The final victory, dall’incalzante andatura e che vede l’alternarsi del clean di Rivel e del growl di Stefanovic. A chiudere quindi un outro maestoso, The last ancore, una vera e propria perla orchestrale, da colonna sonora de "La Passione di Cristo".

I testi, sempre espliciti nel cantare incessantemente la gloria di Dio, sono piuttosto diretti e semplici, forse delle volte fin troppo è vero, ma come non unirsi al chorus di "We are brothers, we are sisters all for one in His service" o "Here we come, we’ll marching on in this day we’ll never be the same / we rock, we will never stop, with passion and fire" o ancora di "The day is here / I’m running to a new dimension / This is the moment of my life / I see the Life, no turning back?". Qualcosa da limare qui e là ci sarebbe, ma sono dei semplici dettagli per quello che mi sento di proclamare come l’album della definitiva consacrazione, spero anche in ambito secular. Incredibilmente trascinanti.

Ilaria Ricci

VOTO

94

 

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