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Ed eccoci a presentare questo nuovo
lavoro della band pugliese Doomenicus, band che dopo il buon
successo che "Suffering of Soul" (2001) riscosse nell’underground
doom/funeral metal, è purtroppo scomparsa dalle scene. La mente della
band Domenico Caruso (alias Doomenicus) si è, nel frattempo,
dedicato ad altri progetti, fra i quali il duo Remember November
(sempre appartenenti all’etichetta underground A.D. Agency) votati ad un
funeral metal estremamente sperimentale. Questo nuovo demo del gruppo
foggiano vede lo schieramento di una nuova formazione (al duo Doomenicus
e Murnau si aggiungono infatti i fratelli Stefano e Davide De Vito) che,
a dire della band stessa, sarebbe coeso, unito e pronto a dare
battaglia.
Cominciando a parlare del disco va
evidenziata, in prima battuta, la qualità della registrazione, purtroppo
non all'altezza. Il Cd infatti, nell’era del "digitale alla portata di
tutti", sembra essere stato registrato in analogico, con un fruscio di
fondo che permane per tutta la sua durata. A livello stilistico la band
incarna a pieno il tipico sound doom metal, benché il funeral doom
(stile a cui il gruppo dichiara di appartenere) non possa essere
definito come il loro genere principale, ma, più correttamente, come una
mera influenza; la parte ritmica, infatti, sviluppa sì tempi lenti e
cadenzati, ma non così lenti da poter essere paragonati a quelli delle
produzioni di Shape Of Despair, Tyranny o altri grandi del
funeral; lo stesso dicasi della linea vocale, totalmente clean, che a
parte gli ultimi lavori dei Funeral non trova corrispondenze
rilevanti nella scena internazionale. A parte però questo
reinquadramento stilistico, il demo convince, il sound è un gradevole
doom metal che unisce con sapienza i primi Paramaecium ed i
Funeral delle ultime produzioni, proponendo brani ben sviluppati ed
arrangiati, pervasi da atmosfere crepuscolari, dure e rabbiose, in
parziale contrapposizione con lo stile del canto che sembra più idoneo a
evocare scenari orientati verso il gothic che verso il ben più plumbeo
funeral doom.
Concludendo, il
demo presta un po' il fianco sul lato registrazione e durata (3 soli
brani, oltretutto di lunghezza mai superiore ai 5/6 minuti, fanno capire
un po' poco di che cosa abbia veramente da dire questa band), ma
convince dal punto di vista stilistico e creativo. Adatto agli amanti
del doom metal e, in particolare, a chi non disdegna le produzioni
underground.
Luca Sileni |