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DOOMENICUS
Suffering Of Souls
 
DOOMENICUS
Promo 2007
 
INTERVISTA
5/4/2009
 
 

 

DOOMENICUS
Sacred
doom
2009 - Self
(Italia)
www.myspace.com/doomenicus

 

Il 2009 ci porta una grande novità: quella dei Doomenicus, band foggiana che abbiamo già avuto modo di recensire in passato, ma che con questo lavoro, possiamo dire, fanno proprio il botto! Sei pezzi di puro doom, trascinante, sofferente, originale. La formazione nel corso del tempo si è arricchita di nuovi elementi, tanto da essere così composta: Doomenicus (Domenico Caruso) vocalist e basso, nonché fondatore e anima della band, Murnau (Alessandro Nespoli) alla chitarra e al synth, Iubal (Stefano De Vito) alla chitarra, Crazoyde (Davide De Vito) alla batteria. Cresciuti a pane e doom, hanno avuto la capacità di creare un album completo sia dal punto di vista musicale e testuale, sia dal punto di vista prettamente commerciale, curando minuziosamente il booklet di questo splendido album.

Il full-length si apre con Cold embrace: avvincente e convincente first song sullo Sabbath style, ma con una componente prog più accentuata; non c’è elemento isolato, dando prova di un mixing curato; nella seconda parte, sotto i colpi dei riff di chitarra, il ritmo prende corposità doom d’altri tempi. In You are nothing, chitarre e basso aprono in alternanza questo pezzo; è da sottolineare l’uso dei piatti dei drums e la voce di Caruso più profonda del brano precedente. E così si passa al pezzo successivo, il mio preferito dell’album: Remember november, nove minuti d’incanto, davvero difficile da descrivere, con una punta funeral divina. Sofferenza allo stato puro nella voce, basso e batteria martellanti e sul finire, cambio di tempo e solo di chitarra lunghissimo; si può ben dire che ogni elemento ha il suo momento di gloria; "Dance souls on the graves / bring the candles in this days / in a dark melody in a slow agony / In this night of madness / That takes away the soul": non si può aggiungere altro. La title track, Sacred, è una song ben costruita, con ottimi variazioni del tempo; la parte di basso da mettere in evidenza, senza nulla togliere a tutti i componenti; "I seek only solitude / Far from everything / I’m not interesed / in thing that happen over time / Hell is there". Un consiglio: per apprezzare le sfumature di questo pezzo, non ascoltatelo dopo Remember november, vi perdereste molto! Con She haunts you, si torna all’intensità dei primi pezzi e con Mercy and forgiveness, ci troviamo di fronte ad una composizione profonda e dal testo molto interessante: "Oh Christ, give our brothers / They deserte rest / Till they rise from fire / Lord of the dying, Mercy and Forgiveness".

Ai non addetti ai lavori, un disco doom e con influenze funeral, può far presagire qualcosa di veramente noioso e deprimente; in realtà, i suoi 45 minuti passano davvero in fretta e la prolissità delle song non risulta per nulla tediosa, anzi: hanno saputo creare piccole sfumature ritmiche di grande originalità, regalando pure sorprese uditive. Attendiamo di vederli dal vivo in occasioni importanti! Stay doom!

Roberta Cannone

VOTO

85

 

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