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Il 2009 ci porta
una grande novità: quella dei Doomenicus, band foggiana che
abbiamo già avuto modo di recensire in passato, ma che con questo
lavoro, possiamo dire, fanno proprio il botto! Sei pezzi di puro doom,
trascinante, sofferente, originale. La formazione nel corso del tempo si
è arricchita di nuovi elementi, tanto da essere così composta:
Doomenicus (Domenico Caruso) vocalist e basso, nonché fondatore e anima
della band, Murnau (Alessandro Nespoli) alla chitarra e al synth, Iubal
(Stefano De Vito) alla chitarra, Crazoyde (Davide De Vito) alla
batteria. Cresciuti a pane e doom, hanno avuto la capacità di creare un
album completo sia dal punto di vista musicale e testuale, sia dal punto
di vista prettamente commerciale, curando minuziosamente il booklet di
questo splendido album.
Il full-length si
apre con Cold embrace: avvincente e convincente first song
sullo Sabbath style, ma con una componente prog più accentuata;
non c’è elemento isolato, dando prova di un mixing curato; nella seconda
parte, sotto i colpi dei riff di chitarra, il ritmo prende corposità
doom d’altri tempi. In You are nothing, chitarre e basso
aprono in alternanza questo pezzo; è da sottolineare l’uso dei piatti
dei drums e la voce di Caruso più profonda del brano precedente. E così
si passa al pezzo successivo, il mio preferito dell’album:
Remember november, nove minuti d’incanto, davvero difficile da
descrivere, con una punta funeral divina. Sofferenza allo stato puro
nella voce, basso e batteria martellanti e sul finire, cambio di tempo e
solo di chitarra lunghissimo; si può ben dire che ogni elemento ha il
suo momento di gloria; "Dance souls on the graves / bring the candles in
this days / in a dark melody in a slow agony / In this night of madness
/ That takes away the soul": non si può aggiungere altro. La title
track, Sacred, è una song ben costruita, con ottimi
variazioni del tempo; la parte di basso da mettere in evidenza, senza
nulla togliere a tutti i componenti; "I seek only solitude / Far from
everything / I’m not interesed / in thing that happen over time / Hell
is there". Un consiglio: per apprezzare le sfumature di questo pezzo,
non ascoltatelo dopo Remember november, vi perdereste
molto! Con She haunts you, si torna all’intensità dei
primi pezzi e con Mercy and forgiveness, ci troviamo di fronte ad
una composizione profonda e dal testo molto interessante: "Oh Christ,
give our brothers / They deserte rest / Till they rise from fire / Lord
of the dying, Mercy and Forgiveness".
Ai non addetti ai
lavori, un disco doom e con influenze funeral, può far presagire
qualcosa di veramente noioso e deprimente; in realtà, i suoi 45 minuti
passano davvero in fretta e la prolissità delle song non risulta per
nulla tediosa, anzi: hanno saputo creare piccole sfumature ritmiche di
grande originalità, regalando pure sorprese uditive. Attendiamo di
vederli dal vivo in occasioni importanti! Stay doom!
Roberta Cannone |