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DOULOS
Oculto   (Ep)
death
2004 - Extreme Records
(Ecuador)
www.myspace.com/doulosdeath

 

Nientemeno che dall'Ecuador provengono i quattro brutals latinoamericani che, con alle spalle il solo demo "Pudrica Maldicion", hanno sfornato attraverso la Extreme Records un professionale Ep di cinque tracce più una bonus cover, dalla durata complessiva di circa 40 minuti. La produzione è "alla brasiliana", ovvero sonoro discreto però mediocre cura dei dettagli, ma ormai questo è da mettere in preventivo quando ci capitano tra le mani lavori di ensemble del centro/sud America. Il sound invece è molto interessante, una summa di estremo in cui c'è davvero tutto: death, brutal, black, grind, doom, thrash e chi più ne ha più ne metta...miscelato in modo fluido, senza spigolose forzature, il che spiega anche l'ampia durata media dei singoli pezzi i quali, mai inferiori ai sei minuti, arrivano a sfiorare gli undici con la title-track Oculto.

Atmosfere plumbee e stagnanti, assalti violenti e pause riflessive, doom con gutturale, passaggi death'n'roll, ma soprattutto ottime partiture black in screaming per la open track Injurias al Averno, che fa subito comprendere che l'estrema ecletticità del songwriting è il leitmotiv dominante della release. L'esecuzione strumentale dei nostri è buona sebbene a tratti sporca, penalizzata anche dall'impossibilità di essere ripulita in fase di mixaggio; discreto lo screaming ma ottimo davvero il growl di Pathryark, anche chitarrista ritmico. Basso e minimalità in apertura non ingannino, Doulos è buia e brutale, impreziosita da break thrash dal funambolico e vibratissimo assolo del passionale axeman Dyo. Arriviamo alla sognante, interminabile, spoken track, la citata Oculto, dal mood doom/gothico sovraccarico di minimalismi atmosferici che "degenerano" in notevoli martoriate black; protagonisti della song sono l'emozionale lavoro di lead guitar ma soprattutto le sofferte declamazioni in screaming straziante, di cui questa è la toccante - integrale - lirica: "Oculto en las entrañas de lo desconocido, / siempre estas presente en mis aflicciones y dolores; / hoy mi alma eleva este grito desesperado, / Oh Creador de la Eternidad ven y rescata mi ser / porque sin ti en los brazos del abismo estoy. / Dios!!! aquí estoy / Vuelve!!! vuelve tu rostro hacia mi. / Infinitas distancias he caminado / por los senderos de la soledad / encontrando solo culpa y ausente esta la paz; / Dios ven y abraza mi ser y oculto permanece en el, / hoy!!! hoy necesito de Ti. / Jesús!!! socorre, socorre mi alma / que aquí en la oscuridad en lo oculto / Te espero, y te esperare".

Con Delirios de la muerte il sound si fa dinamitardo e decisamente grind-oriented; pezzo pericolosamente spaccaossa che non si nega blastbeats e ronzate black, ma neppure cavalcate solistiche thrash. Ancora più eterogenea, ma non meno tramortente, sarà la successiva Púdrica maldición, vera e propria fotografia di quella che è l'anima compositiva dell'act, song che sarebbe l'epilogo di questo buon lavoro se non fosse per la presenza di una cover dei Mortification - i padri fondatori del christian death metal, a cui i Doulos rendono ossequioso tributo - ovvero 40:31 riarrangiata in versione estremizzata. Composizioni notevoli, grandi poetiche, ma soliti problemi tipici delle band sudamericane underground, ovvero la mancanza di (soldi per) studi professionali in cui poter dare forma adeguata al proprio sostanziale talento artistico.

Vaake

VOTO

74

 

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