|
Nientemeno che dall'Ecuador provengono i quattro
brutals latinoamericani che, con alle spalle il solo demo "Pudrica
Maldicion", hanno sfornato attraverso la Extreme Records un
professionale Ep di cinque tracce più una bonus cover, dalla durata
complessiva di circa 40 minuti. La produzione è "alla brasiliana",
ovvero sonoro discreto però mediocre cura dei dettagli, ma ormai questo
è da mettere in preventivo quando ci capitano tra le mani lavori di
ensemble del centro/sud America. Il sound invece è molto interessante,
una summa di estremo in cui c'è davvero tutto: death, brutal, black,
grind, doom, thrash e chi più ne ha più ne metta...miscelato in modo
fluido, senza spigolose forzature, il che spiega anche l'ampia durata
media dei singoli pezzi i quali, mai inferiori ai sei minuti, arrivano a
sfiorare gli undici con la title-track Oculto.
Atmosfere plumbee e stagnanti, assalti violenti e
pause riflessive, doom con gutturale, passaggi death'n'roll, ma
soprattutto ottime partiture black in screaming per la open track
Injurias al Averno, che fa subito comprendere che l'estrema
ecletticità del songwriting è il leitmotiv dominante della release.
L'esecuzione strumentale dei nostri è buona sebbene a tratti sporca,
penalizzata anche dall'impossibilità di essere ripulita in fase di
mixaggio; discreto lo screaming ma ottimo davvero il growl di Pathryark,
anche chitarrista ritmico. Basso e minimalità in apertura non ingannino,
Doulos è buia e brutale, impreziosita da break thrash dal
funambolico e vibratissimo assolo del passionale axeman Dyo. Arriviamo
alla sognante, interminabile, spoken track, la citata Oculto,
dal mood doom/gothico sovraccarico di minimalismi atmosferici che
"degenerano" in notevoli martoriate black; protagonisti della song sono
l'emozionale lavoro di lead guitar ma soprattutto le sofferte
declamazioni in screaming straziante, di cui questa è la toccante -
integrale - lirica: "Oculto en las entrañas de lo desconocido, / siempre
estas presente en mis aflicciones y dolores; / hoy mi alma eleva este
grito desesperado, / Oh Creador de la Eternidad ven y rescata mi ser /
porque sin ti en los brazos del abismo estoy. / Dios!!! aquí estoy /
Vuelve!!! vuelve tu rostro hacia mi. / Infinitas distancias he caminado
/ por los senderos de la soledad / encontrando solo culpa y ausente esta
la paz; / Dios ven y abraza mi ser y oculto permanece en el, / hoy!!!
hoy necesito de Ti. / Jesús!!! socorre, socorre mi alma / que aquí en la
oscuridad en lo oculto / Te espero, y te esperare".
Con Delirios de la muerte il sound si
fa dinamitardo e decisamente grind-oriented; pezzo pericolosamente
spaccaossa che non si nega blastbeats e ronzate black, ma neppure
cavalcate solistiche thrash. Ancora più eterogenea, ma non meno
tramortente, sarà la successiva Púdrica maldición, vera e
propria fotografia di quella che è l'anima compositiva dell'act, song
che sarebbe l'epilogo di questo buon lavoro se non fosse per la presenza
di una cover dei Mortification - i padri fondatori del christian
death metal, a cui i Doulos rendono ossequioso tributo - ovvero
40:31 riarrangiata in versione estremizzata. Composizioni
notevoli, grandi poetiche, ma soliti problemi tipici delle band
sudamericane underground, ovvero la mancanza di (soldi per) studi
professionali in cui poter dare forma adeguata al proprio sostanziale
talento artistico.
Vaake
|