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I Dream Quest sono una curiosa band canadese
formatasi nel 2000 e con per ora all’attivo questo unico full-length del
2004: "The Release". La line-up è la seguente: Steve Doerksen (drums
e backing vocals), Mark Doerksen (chitarra e backing vocals) e Phil
Janzen (voce e basso). Salta subito all’occhio la cover del cd, la quale
vuole trasmettere velocità, energia e aggressività; perciò l’unica cosa
che ci resta da fare è ascoltarlo sperando di trovare nel power, anzi
nell’"adventure metal" (termine da loro coniato per descrivere il
genere) di questi promettenti canadesi ciò che la copertina ci fa
credere!
Si inizia con Facekicker. Si tratta di un
brano puramente melodic power metal, ricco di vorticosi assoli di
chitarra e di suggestivi cori da parte dei due fratelli Doerksen. Molto
interessante la traccia successiva, The release, che
unisce prog con power ed evidenzia l’ottima capacità compositiva di
questa band. Bello l’assolo che ci avvia alla conclusione del brano, un
assolo molto lungo, prima non troppo veloce ma aggressivo ed infine
travolgete e velocissimo. Avendo ancora nelle orecchie l’assolo della
canzone precedente ci accingiamo ad ascoltare I am commander
di stampo speed metal, come la settima traccia 11th hour.
Sono brani ricchi di riff e assoli di chitarra molto veloci, shreading
allo stato puro!
Wonder è una delle canzoni in cui la band esprime la loro fede e lode a Dio,
il loro "Master of Heaven", come dicono le lyrics: "Now I live to give
You glory". Dal punto di vista compositivo, la traccia è inizialmente
molto energica e assume in un bridge finale un sound evocativo, come per
collegarsi alla successiva, strumentale, Doppelganger.
Brano solista di chitarra classica, molto rilassante, che spezza il
dinamismo musicale ascoltato fino ad adesso.
Yesterdays tomorrow, today
è forse la canzone strutturalmente migliore di tutto l’album. Troviamo
repentini cambi di stile e di tempo in tradizione prog. É quindi una
nuova testimonianza di come questi ragazzi canadesi siano in grado di
spaziare da un genere all’altro, "avventurandosi" dal power più
melodico, allo speed in stile anni 80, oppure di trasmettere atmosfere
diverse, tra cui non poteva mancare quella epica che troviamo nella
penultima traccia Subvenio, ricca di maestosi cori
sinfonici alternati a melodie più cupe. Si tratta in realtà
dell’introduzione all’ultima canzone, la potente ed energica
Anthem of the world, condita tra l’altro da molti acuti da parte
del lead vocals Phil Janzen. Immancabile il vorticoso assolo di chitarra
seguito dai soliti bellissimi cori dei fratelli Doerksen che ci portano
in un finale epico con sottofondo di rintocchi di campana.
Giunti quindi alla conclusione dell’album non ci resta che
osservare nuovamente la front cover, e possiamo dire che il dinamismo
trasmesso dal disegno lo avvertiamo in una maniera addirittura
amplificata nelle loro canzoni. La tecnica di questi ragazzi è ottima e
ci possiamo aspettare da loro lavori futuri sempre migliori, ma per ora
godetevi questo full-length ricco di energia e velocità.
Daniele Fuligno |