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DROTTNAR
Ad Hoc Revolt   (Ep)
extreme
2006 - EndTime Productions
(Norvegia)
www.myspace.com/drottnarnorway

 

In attesa della fatidica uscita di quello che si preannunciava come un disco epocale - ovvero quel "Welterwerk" avvolto da spasmodiche aspettative, poi in parte tradite possiamo ora affermare a posteriori - la EndTime Productions rilasciò nel febbraio dello scorso anno, quale gustoso preambolo del pubblicizzatissimo chef d'oeuvre in arrivo, questo Ep di due brani che a fatica raggiungono i dieci minuti di durata complessiva. "Ad Hoc Revolt" è limitato a sole 100 copie, ed è francamente un lavoro pressoché ingiudicabile, parlando col senno di poi. Le due song inserite farebbero effettivamente pensare in grande, ma poi ascoltate riproposte nel full-length vengono ridimensionate dal contesto, per questo il giudizio sull'Ep si mantiene nei limiti della mite, discostata, compostezza. Ma in realtà queste due canzoni prese di per sé sono davvero interessanti.

L'opener è Ad hoc revolt (Pierce me with Your incessant love / let me once again see the waste / in my sporadic choices / Let me again feel the rapture / in serving You, my Father. / My rapture / Your grandeur. / Ad hoc revolt / rage erratic. / In Your glory / I'm ecstatic), industial nell'intro che poi evolve in un complesso extreme extoliano, dall'anima cupa, cantato con un registro vocale urlato in stile Ephel Duath di "The Painter's Palette", tanto per chiarire che non si tratta di screaming black, ma neanche core. La difficoltà ritmica è obiettivamente notevole, un profluvio ininterrotto di tempi dispari che non può non eccitare gli amanti del tecnicismo estremo. L'altro pezzo è la curiosa Victor comrade in cui si ode una radio dove le stazioni sono nervosamente cambiate, finché il manipolatore si arresta, colpito, su una elegiaca e decadente melodia jazzistica. All'improvviso emerge degli anfratti dolorosi dell'ambientazione guerresca uno screaming straziato, per poi lasciare il proscenio a marce militari. A questo punto subentrano le chitarre dando forma e cupa luce ad un caotico gomitolo cacofonico...perlomeno fino a quando la stazione non viene di nuovo cambiata...

Che ciò premesso si poteva pensare ne potesse uscire un full-length imponente ci stava tutto, poi però le cose non hanno seguito la scia solcata dalle ottimistiche speranze e favorevoli impressioni che anche questo Ep ha contribuito a generare. I Drottnar hanno grande talento, li aspettiamo ad un pieno riscatto, ma devono riuscire a capirsi, a focalizzare appieno cosa ricercano nella loro musica.

Vaake

VOTO

78

 

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