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Per molti
versi band speculare ai Frosthardr (e viceversa, ovviamente) questi
Drottnar: anch’essi norvegesi, anch’essi al secondo lavoro (che
poi è il primo di alto livello pur essendo un Ep; il debut è stato
"Spiritual Battle", raccolta di due vecchi demo
realizzati sotto il moniker Vitality), anch’essi facenti parte del roster della Momentum
Scandinavia ed anch’essi ammantati da una professionale
produzione. Sullo stile musicale però un poco le band divergono: i
Frosthardr sono più propensi per soluzioni atmosferiche
e doom, i Drottnar invece sono artefici di un black old-school
oriented, ma con ripetuti inserti sinfonici di violino e afflati
progressivi.
E' proprio
con l’oscura sinfonia di Morphosis che si apre
questo Cd di 21 minuti, a cui subentra The individual complex:
sound black con marcata sinusoidalità dell'intensità, una buona song
che ci apparecchia per il clou del lavoro, Sin climax.
Un seducente sinfonia violinistica prelude ad una ritmica
martellante, morbosa, convulsa, inquieta, ed ai minuti più tecnici
dell'Ep dove i nostri mostrano una padronanza strumentale
decisamente ragguardevole nell'intrecciata trama generata: cambi di ritmo e di tempi si susseguono
frenetici per dare
visibilità ad
un'ottima espressione di tecnicismo strumentale ed arrangiamentale. Il risultato
sono sette minuti davvero intriganti. Non che la seguente
Concord sia una canzone scialba, anzi, tempi velocissimi e
vieppiù incalzanti inframmezzati da passaggi ragionati e partiture laboriose, ma
Sin climax è semplicemente clamorosa.
Da citare
l’elegantissima limited edition di 850 copie extra lusso con un
paperfold inciso che avvolge il jewelcase; interessante anche il
lavoro grafico, semplice (caratteri gotici e filo spinato) ma
ingegnoso nell’utilizzare un cartoncino nero opaco con stampato nero
lucido: più black di così!
Talento in abbondanza anche per questa filosofica unblack band (What
have I to fear be confused of, and / why should I philosophise about
what I know? / About what I can read and what is put into my heart /
Why should I seek what when there’s nothing to find / and am I such
a fool that let lies trick me? / Will I search in empty beauty,
leaving a scar in my soul? / When I can taste celestial fruits /
Must I see the nailed hands to fell comfort? / Are tangible
evidences what I search? / Shouldn’t I rather rest, and let the Holy
Spirit guide me? / To the Fountain where the spiritual treasures can
be given), di cui attendiamo con impazienza il primo full-length,
confidando sia all’altezza delle
(alte) aspettative suscitate da questo "Anamorphosis".
Vaake |