|
Brasile, ancora Brasile, sempre Brasile... Quella
terra resa lussureggiante dal Rio delle Amazzoni è anche inondata da un
irresistibile effluvio di Grazia per quanto concerne il white metal, e
l'unblack in particolare. Con i Dynamon Dark ci imbattiamo di
nuovo in tutti quelli che sono gli stilemi dl caso: grande talento, fede
incandescente, passione impetuosa...ma pochi soldi, tanto pochi che i
nostri in un arrangiato studio non possono neppure permettersi la
multisessione, ed il loro debut si risolve così in un "live" Cd,
tuttavia non mal bilanciano quanto a livellamento dei vari volumi, anche
se poi il suono complessivo diviene paradigmatico della loro condizione
di profondissimo, imperscrutabile underground.
E tuttavia i Dynamon Dark ci sanno fare.
Accanto al parallelo progetto Crown Of Pain, i tre (ora due, i
corpse-painting muniti Annihilator Darkness e Nocturnal Forest Lord)
unblackster sviluppano un sound darkthroniano/hordiano visceralmente
raw, ma al contempo gravemente influenzato dal doom più oscuro e
liturgicamente cimiteriale, alla Paramaecium, ma pure da uggiose
atmosfere filoepiche alla Bathory. Tre pezzi in totale per questo
Ep, presentato da Dark void (Part 1), raw e atmosferico si
passano il testimone fluidamente grazie ad una sezione chitarre che sa
giocare molto sugli stati d'animo dark, tra ombre e luci, tra strazio
esistenziale e speranza sempiterna. Prophecy of damnation
è doom antestoriano che duella per il dominio del proscenio sonoro - e
quindi del comparto emozionale dell'astante - con pestaggi furibondi in
blastbeats e rullate ossessionate. Ecco quindi Dark void (Part 2),
introdotta da un docile clean riff di roboante pathos, questo finché le
sei corde non iniziano il loro ronzare isterico: il rallentamento
approda nel doom, il passaggio di pura atmosfera è ben cantato in
baritono, ma poi torna a mietere vittime l'olocausto di pelli, piatti e
corde (anche vocali).
Come per innumerevoli altre band già recensite,
rimane il rammarico di non poter ascoltare questi pezzi con una vera
produzione, ma del resto il fascino "romantico" dell'unblack è anche
questo, arte per esprimere tormentosa passione per Cristo, al di là di
tutto il resto; e i Dynamon Dark, se si è ben predisposti
all'ascolto, di tal fascino ne trasudano a rigogliosi fiotti.
Vaake
|