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EAST WEST
Hope In Anguish
 
 

 

EAST WEST
The Light In Guinevere's Garden
nu
2001 - Floodgate Records
(USA)
www.myspace.com/eastwest

 

Iniziamo con un po’ di storia. Gli East West sono un gruppo nu metal fondato nel 1988, partito come progetto più che altro di metal pesante. Verso gli inizi degli anni novanta la band decise di cambiare completamente genere, indirizzandosi verso il nu metal/rapcore. Dopo vari demo ed un album self-titled, gli East West escono con "The Light In Guinevere's Garden", che sarà il disco che li porterà al successo nella scena cristiana, essendo uno dei pochissimi nomi a proporre questo genere. Ma tutto questo successo è meritato? Direi di...ehm...boh! Per darvi meglio un’idea vi propongo un track by track.

La opener è Wake, che dopo vari rumori ambient ed il suono di un pendolo, apre in modo esplosivo, con vocals quasi parlate, in modo molto simile ai primi Korn, urla screamo, basso distorto e un ritmo ossessivo. Questa sì che si può definire "opener", provocando un bestiale istinto headbanger all’ascoltatore. Segue Song-X, che fa leggermente calare il disco, in quanto meno coinvolgente della suddetta, disco che però risale con Nephesh, che ha un bellissimo basso in secondo piano e introduce l’uso della doppia cassa. Anche le voci di Mike Tubbs sono particolarmente ottime in questo pezzo. Con Closure il gruppo si rilassa leggermente, essendo più sul melodico, ma questo pezzo è assolutamente bello, e non ne è meno la seguente traccia, Disturbed, ossessiva, psichedelica e devastante sul ritornello, includendo anche un ottimo
inquietante synth nel mezzo. Ed ora, dopo che gli East West hanno riguadagnato un sacco di terreno, arriva Pictures, che abbassa leggermente il livello dell'album, essendo poco compatibile con le prime cinque tracce; lo stesso effetto provoca la seguente, Ded, track completamente estrema, con urla devastanti e doppie casse presenti. Un pezzo quasi thrash che poco c'entra col resto del disco. She cries, invece, e’ la prima ballad del disco, inserendovi anche un po’ di influenze U2. Non nego che il pezzo sia altamente piacevole, con una bellissima melodia, ma non posso negare che, nuovamente, gli East West hanno inserito nel platter un altro brano poco aderente col resto. Ed ecco che, sorprendentemente, il gruppo inserisce Superstar nel platter, rovinando tutto; si tratta di un alternative/punk melodico che non c'entra assolutamente niente. Con Breathe, però, il gruppo tenta di tornare al nu stabilito a inizio disco, senza successo, dato che il pezzo risulta poco coinvolgente e parecchio ripetitivo. Ormai siamo giunti alla closer, Let you go, ed è ancora punk/alternative. Il pezzo è carino, specialmente verso la fine, in cui entrano dei bei arrangiamenti orchestrati, ma, come continuo a ripetere (e mi inizierei anche a stufare) non ci azzecca un cavolo!

Tutta quell’energia puramente nu trasmessa nei primi brani è poi andata persa. La delusione arriva fino alle stelle. Di sicuro gli East West meritano moltissimo per la prima metà del disco, che è sublime per il genere, ma per la seconda deludono grandemente. Per quella che è la mia opinione avrebbero dovuto passare un po’ più tempo scrivendo pezzi dello stesso genere, e non stupire l’ascoltatore con cagate tipo Superstar. Certe cose proprio non le capisco...

Christopher Warman

VOTO

68

 

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