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ECLIPSING BLACK
The Light That Shines In The Darkness   (Ep)
dark ambient
2009 - Self
(Canada)
www.myspace.com/eclipsingblack

 

Oscurità esacerbata nella scenografia sonora dell'esordiente progetto dark ambient facente capo allo statunitense Davis Hay, dove, a dispetto del titolo e della cover, di luce non c'è traccia alcuna - se non nell'invocazione, o meglio, nella supplica lirica - all'interno di questi 27 minuti nei quali il plumbeo trasale a picchi parossistici. Il dark ambient sound è costantemente affiancato da scream disperati, che concorrono a rendere l'ascolto del debut Ep alquanto soffocante.

Suoni puliti, latitano le chitarre ma sporadicamente fa capolino la batteria, per il resto tutta sinteticità atmosferica buia come una notte senza luna, e poi quei viscerali angoscianti screaming... Ad introdurre nella tenebrosa distesa che non contempla alcuna via di fuga è Separation (Pitch black / I can not see / I am blind / I stumble and fall / Lost in Black/ Damned / Confining death / Separation / Blinded / In the black I stumble / Where did the Light... / Where did the Light go?), dark ambient eruttivo o minimale, con grida oltretombali. La title-track The eclipsing black (Lost in black... / I need a Light to save me) apre più pomposa e presenta interessanti filtraggi vocali, oltre a tutto il resto ormai noto e sopratutto assai fosco; a completare il quadro a tinte in scala di nero pece sono i 13:43 di The light that shines in the darkness (I am tortured / I am dying / Blackness / Engulfing terror / Relentless horror / Blackness / Unbearable pain / O Light... / Rescue me / Please / I beg You / Save me / Save me / Save me / Save me from the blackness), dove il leitmotiv opprimente è un sincronico indefinito rintocco, tra scream catacombali più sporchi e sinistri come mai prima d'ora...

"The Light That Shines In The Darkness" è un lavoro a dir poco inquietante, che si giudicherebbe eccessivo persino promanato dalle casse di un carro funebre... e proprio ciò, tuttavia, lo rende masochisticamente intrigante. Peccato sia eccessivamente ripetitivo, ma di obnubilate ed eclissate emozioni ne sprigiona persino troppe. Da somministrare con accurata parsimonia, occhio ai possibili effetti collaterali; in spiaggia quest'estate, a volume alto, mettete altro.

Vaake

VOTO

67

 

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