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Oscurità esacerbata nella scenografia sonora
dell'esordiente progetto dark ambient facente capo allo statunitense
Davis Hay, dove, a dispetto del titolo e della cover, di luce non c'è
traccia alcuna - se non nell'invocazione, o meglio, nella supplica
lirica - all'interno di questi 27 minuti nei quali il plumbeo trasale a
picchi parossistici. Il dark ambient sound è costantemente affiancato da
scream disperati, che concorrono a rendere l'ascolto del debut Ep
alquanto soffocante.
Suoni puliti, latitano le chitarre ma
sporadicamente fa capolino la batteria, per il resto tutta sinteticità
atmosferica buia come una notte senza luna, e poi quei viscerali
angoscianti screaming... Ad introdurre nella tenebrosa distesa che non
contempla alcuna via di fuga è Separation (Pitch black / I
can not see / I am blind / I stumble and fall / Lost in Black/ Damned /
Confining death / Separation / Blinded / In the black I stumble / Where
did the Light... / Where did the Light go?), dark ambient eruttivo o
minimale, con grida oltretombali. La title-track The eclipsing
black (Lost in black... / I need a Light to save me) apre più
pomposa e presenta interessanti filtraggi vocali, oltre a tutto il resto
ormai noto e sopratutto assai fosco; a completare il quadro a tinte in
scala di nero pece sono i 13:43 di The light that shines in the
darkness (I am tortured / I am dying / Blackness / Engulfing
terror / Relentless horror / Blackness / Unbearable pain / O Light... /
Rescue me / Please / I beg You / Save me / Save me / Save me / Save me
from the blackness), dove il leitmotiv opprimente è un sincronico
indefinito rintocco, tra scream catacombali più sporchi e sinistri come
mai prima d'ora...
"The Light That Shines In The Darkness" è un
lavoro a dir poco inquietante, che si giudicherebbe eccessivo persino
promanato dalle casse di un carro funebre... e proprio ciò, tuttavia, lo
rende masochisticamente intrigante. Peccato sia eccessivamente
ripetitivo, ma di obnubilate ed eclissate emozioni ne sprigiona persino
troppe. Da somministrare con accurata parsimonia, occhio ai possibili
effetti collaterali; in spiaggia quest'estate, a volume alto, mettete
altro.
Vaake
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