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Unico parto, al momento, del
trio anglosassone, questo Ep di buon metallo sinfonico, neoclassico,
gotico con una leggera base un/black. Lacrimosa, Parakletos,
Cradle Of Filth e Dimmu Borgir le influenze principali,
esaltandone le sinfonie e silenziandone (non del tutto) le asperità del
black.
Un’intro degna da colonna sonora di colossal, Dawn of the great
apocalypse introduce Warmageddon. Parte con cori
gregoriani inneggianti al Cristo, va verso atmosfere molto epiche, ha un
break quasi modernista, finisce con fraseggi neoclassici...
Immortality ha un ritornello di facile presa, assoli a
profusione, sentiti milioni di volte da Malmsteen e Norum in poi, si
chiude in spanish guitar. Soavi flauti e violini ci introducono ad
Anthem for the brave, un inno appunto, in mid tempo,
estremamente evocativo, con una gran prova vocale. Veritas vos
liberabit chiude il disco, composta esclusivamente di
arrangiamenti orchestrali, sonorità su cui la band sembra essere
paradossalmente più a proprio agio che con il metallo.
Un disco davvero ben confezionato, con alcuni pezzi che farebbero
gridare al capolavoro gli affezionati. Ma un qualcosa di eccessivamente
artificioso e qualche innesto heavy metal che sembra esser messo lì
perché "si deve", lasciano qualche dubbio. Fondamentale comunque per chi
ama le sinfonie in ambito estremo
Daniele E.
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