Italian Christian Metal Website  -  Il sito italiano dedicato al Metallo Cristiano

Menu

 
 
Band Links
 
EKKLESIAST
When The Dead Boughs Will Awake From The Dreams
 
 

 

EKKLESIAST
Cold
doom
2003 - Self / 2005 - Solitude Productions
(Russia)
www.myspace.com/ekklesiast

 

Amanti del doom melanconico e melodico sviscerato in growl e ricco di partiture death e black, per coloro che si entusiasmano cullandosi nelle rattristate e vorticose armonie di band come Morphia e Royal Anguish (quantomeno di "Mysterion") e le loro poetiche, metaforiche, romantiche ed introspettive liriche sempre intrise di dichiarata fede cristiana, siate dunque d'animo ilare ora perchè è uscito ancora un disco che fa per voi: "Cold" dei russi Ekklesiast. Per essere precisi il secondo full-length della band, a seguito di "When The Dead Boughs Will Awake From The Dreams" del 2001, fu registrato un paio di anni dopo quello, ma al tempo ne girarono solo pochissime copie autoprodotte: è solo con la firma per la Solitude Productions che noi tutti ne possiamo godere. Le due versioni sono uguali in tutto e per tutto, a parte però la presenza di titoli in cirillico per molte song e per il nome del disco stesso che diviene nel mercato dell'ex impero sovietico "Holod". Artwork professionale, liriche per lo più in russo ma anche in inglese, produzione buonissima: fin dalle prime note si capisce che il trio fa sul serio, e lo fa decisamente bene.

Gocce di pioggia si infrangono, lontani tuoni ed un sognante arpeggio...soppresso dall'irrompere di un corposo doom con recitato in lingua natìa: è la bella opener Flower of dismay, l'unica traccia con keys che si giova con esse di atmosfere soffuse ma che vanta anche un perpetrato duetto tra clean maschile e la brava guest Luba Medvedeva. Chiudono chitarre violente, quest'ultime doverosa introduzione alla successiva Microcosmos dal sound black-oriented, pervasivo, non furioso quanto invece più doom, eseguito senza macchia. Dalle forti tinte morphiane è la doom/gothic/death Release from a reveries, grande deep growl con lead melodica, pause rilassate e attacchi violenti. Piuttosto alterna al contrario la subentrante Turning to ice, edificata su un malriuscito duetto tra clean (e poi growl) dell'anche chitarrista Alexandr Senin e la voce di Luba. In Eyes of alien worlds è evidente l'influenza dei grandi Orphaned Land nei loro episodi più aspramente death. Una song che picchia.

Giro di boa e facciamo conoscenza con la vena sperimentali degli Ekklesiast: i 7:20 di Flame of desires presentano infatti un bizzarro synth protagonista in una lenta e grave marcia doom inframmezzata da distese ariose e melodie di sei corde. Ma non entusiasma. Riff di acustica accompagnato dal basso costituiscono il breve viaggio onirico di Seasons. Con Destiny's end si torna alla sentenziosità doom, aperta alla melodia ed al pulito quanto a poderose avanzate death; l'intenso finale esprime angoscia. Una bella canzone questa, ma non paragonabile alla super This world without us, riuscito assai complesso intreccio di violenza e solarità. A condurci alla fine del percorso Step to eternity, rilassata, nostalgica, irruenta, atmosferica, poderosa: e qui i Morphia sono quasi una citazione. Conoscete le band di riferimento, sapete che si tratta di qualità a molte stelle: se vi capita tra le mani ed apprezzate la proposta allora non perdetevi "Cold", dalle ghiacciate terre innevate dove però splende prima il sole.

Vaake

VOTO

84

 

 Best view:  No Firefox!   Optimized:  FONT: Old-English ( —> download Old-English font <—); SCHERMO: 1280x1024   Credit:  Template by Vocinelweb.it