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La Gud Er Sannhet Productions pur trattando piccole
realtà unblack, e a ben contenuto budget di investimento quanto a
produzione e artwork, riesce comunque a mantenere una qualità
"professionale", seppur sempre confinata nell'ambito del discreto; di
tanto in tanto nel roster della volitiva e comunque talentuosa etichetta
si incontrano imprevisti picchi (Glaciial!), ma anche, purtroppo,
qualche evitabile passo falso, gli Elan ne sono un esempio. One
man project del polistrumentista Élan O'Neal, drummer degli - questi sì
- interessanti Day Of Ascension, la caratura intrinseca di questa
debut release si assesta sulla mediocrità. Le visionarietà sperimentali
ci sono, tuttavia l'esecuzione e la registrazione, e non meno il
mixaggio, vanno a corromperle ed inficiarle senza troppe perifrasi.
Cinque tracce di depressive black metal con una
esacerbata componente dark ambient sintetica e thriller, le liriche non
rispettano gli stilemi dell'unblack, ma al contrario - curioso -
trattano di ciò che Elan detesta del suo ambiente circostante, visto dai
suoi occhi, che sono gli occhi di un cristiano ("This project is not
about brutality. This project is not about Satan. This project is not
about ancestry. This project is not about lost love. This project is
about our surroundings, as seen through my own eyes. Lyrically, I find
inspiration in the things I loathe"). Ridonda nell'etere di fitto buio
il parlato horrifico dell'opener sintetica Prelude, e poi
ecco che Shrouded in torment va con la strumentazione, ed
è gran confusione arrangiamentale e di mixing: isterie convulsive di
blastbeats e screaming lancinanti, claudica il mid-tempo portante, le
cose migliori sono nella vena epica e nel dark ambiente finale. Black
apocalittico per Humanity's self - Inflicted apocalypse,
la strumentalità è ancora confusa e fuori tempo, ma di contro lo
screaming - pieno e profondo - convince. Traccia parlata di raccordo la
dark ambient Requiem, a completare l'Ep è posta
Unending battle, liturgica ed ipnotica, intensa e thriller, non
male, ma solo perché non vi è black.
"As Our Earth Decays" è lavoro acerbo che
trae la sua linfa vitale da un pomposo mood oscuro, ma che è nel
complesso approssimativo e amatoriale, soprattutto nell'alchimia
strumentale, pressoché inesistente. Solo per chi ricerca la
sperimentazione plumbea, senza badare troppo - diciamo quasi nulla -
alla qualità d'insieme.
Valerio Mei
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